“Entro il 2015 acceleratore lineare di ultima generazione anche nel Salento”

LECCE- Nel consiglio comunale leccese delle scorse ore è stata presentata una domanda d’attualità sulla vicenda dell’acceleratore lineare di nuova generazione: necessario dotare il Salento nel più breve tempo possibile di un super raggio che può essere usato anche nel corso di una chemioterapia ed è rivoluzionario nei trattamenti dei tumori per testa collo, metastasi addominali, lesioni inoperabili del fegato e del pancreas, carcinomi localmente avanzati, non operabili e altro.

La denuncia fatta un anno fa, ai microfoni di Telerama, da un paziente che costretto ai viaggi della speranza per salvarsi la vita, oggi ha avuto una risposta chiara. Dopo le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, in queste ore è arrivata la conferma ufficiale da parte dell’assessorato alla Sanità.

All’appello del Comune di Lecce la Regione risponde con un comunicato ufficiale che conferma le anticipazioni del direttore generale Asl Valdo Mellone. Dalla Regione spiegano che “è stato autorizzato alla ASL di Lecce l’acquisto dell’Acceleratore Lineare per il presidio ospedaliero “V. Fazzi” di Lecce, per una spesa prevista di 2.700.000,00 euro”.

“Questo intervento era molto atteso da molti amministratori locali, oltre che dagli operatori della ASL salentina- chiosa il comunicato dell’assessorato alla Sanità – e l’incremento delle risorse assegnate consente finalmente di dare questa ulteriore risposta. L’ Area Gestione Patrimonio della ASL LE attiverà già nei prossimi giorni la procedura di gara per l’acquisto. Entro pochi mesi la procedura sarà completata e comunque, entro giugno 2015, la macchina sarà collaudata e al servizio dei cittadini salentini”.

Un annuncio ufficiale che non può che segnare la vittoria di una battaglia per la buona sanità, che un paziente costretto ai viaggi della speranza, come tantissimi salentini ammalati di cancro, ha voluto combattere attraverso la nostra emittente. Adesso bisogna stare in guardia sulla fase burocratica: ci sono tanti pazienti salentini in attesa di una sanità che offra le stesse opportunità di cura che hanno i malati di cancro del nord.

 

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