Senza collaudo nè gestione: il futuro che non c’è per Rudiae

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LECCE- Un anno in attesa di una svolta annunciata sì, ma concretizzata per niente. A Rudiae erbacce c’erano nel maggio del 2013 ed erbacce ci sono ancora oggi. Perché il destino del sito archeologico più importante di Lecce continua ad essere segnato dalle stesse falle: la gestione dell’area non è stata ancora affidata a nessuno e, a sette mesi dalla fine dei lavori nel fondo Acchiatura, non è stato concluso il collaudo, affidato da Palazzo Carafa ad un professionista esterno.

“Evidentemente avrà avuto problemi”, allarga le braccia Claudia Branca, responsabile del Settore lavori pubblici del Comune. Le date di consegna non sono state rispettate neppure nell’ultimazione del cantiere da 372.500 euro, relativo al secondo lotto per il completamento delle opere di funzionalizzazione, valorizzazione e fruizione del parco, quello che ha portato alla nascita di un centro per l’archeologia e un laboratorio all’aperto di archeologia per ragazzi. La data del 19 dicembre 2012 venne dilatata per consentire una variante. Ma da novembre scorso ad oggi, il collaudo rimane al palo.

E tutto questo a pochi giorni dall’apertura del nuovo cantiere, quello degli scavi che riporteranno alla luce l’anfiteatro. La gara, che ha previsto un importo a base d’asta di 755mila euro finanziati con fondi Poin, è stata aggiudicata in via definitiva alla ditta Nicolì di Lequile. Stanno per terminare i 35 giorni previsti per legge prima di sottoscrivere il contratto, che entro fine mese dovrebbe essere realtà.

La beffa? Si sta valutando se rimandare l’affidamento della gestione anche del fondo Acchiatura al momento in cui saranno conclusi pure i lavori, ancora appunto non avviati, sull’anfiteatro. Eppure, almeno questo è già bell’e pronto, se non fosse per le sterpaglie e per i punti luce installati a metà per evitare nuovi furti. Invece, la riflessione su come rendere fruibile davvero il parco, almeno sui lotti non interessati da nuovi scavi, è in alto mare.

In attesa, inoltre, del finanziamento da 220mila euro proveniente dalla fondazione Caripuglia, che ha ritenuto il progetto concepito dal Comune e da uno spin off archeologico dell’Università del Salento meritevole di finanziamento. La quota di cofinanziamento a carico di Palazzo Carafa ammonta a circa 70mila euro. Somme destinate ad interventi funzionali, organizzativi, ma anche di gestione. Con il rischio di vincolare ancora a troppe variabili la nuova vita di Rudiae.

 

 

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