Coste vietate, la Regione: “Troveremo i soldi per metterle in sicurezza”

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LECCE- “Non abbiamo un capitolo apposito nel nostro bilancio, ma troveremo le risorse per mettere in sicurezza le falesie”. L’annuncio arriva dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Giovanni Giannini, all’indomani delle ordinanze con cui la Capitaneria di Porto di Gallipoli ha esteso i divieti di balneazione e fruizione a 50 km di costa salentina. È una risposta anche alla stilettata giunta da Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud e membro dell’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

Lei ha incalzato: “La Regione renda noto subito il denaro che ha a disposizione per far fronte all’erosione e soprattutto quali azioni intenda intraprendere con estrema urgenza. In tutti questi anni non si è mai fatta carico della situazione e ha lasciato i comuni soli”. “Forse la Poli non sa che abbiamo attivato un tavolo per verificare l’entità del fenomeno – replica Giannini -. Abbiamo già messo a disposizione le risorse e a fine mese ci verrà consegnata la relazione che stanno redigendo i tecnici per conto del Comune di Melendugno. Abbiamo detto ai Comuni di predisporre i piani di protezione civile. Verificheremo nel dettaglio i provvedimenti di preclusione e capiremo come intervenire”.

Il problema serio, però, sono i tempi. Ristrettissimi. A metà maggio e con investimenti già fatti, il panico tra gli operatori e gli amministratori prende il sopravvento. “I sindaci sono allo sconforto più totale – ammette Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce -. Si vive una situazione di drammaticità con risorse già investite, flussi turistici importanti in arrivo, l’estate ad un passo. Come accaduto in precedenza con i Comuni di Vernole, Melndugno e Otranto, chiederemo a Regione e Autorità di Bacino di intervenire e organizzare quel gioco di squadra che ci ha consentito di raggiungere obiettivi di rimodulazione in tempi brevi”.

“Il rischio è stato valutato per eccesso, per la solita storia della precauzione – dice Vito Vergine del Sib -. Gli stati d’animo variano dall’arrabbiatissimo al disperato. La gente aspetta sei mesi per l’arrivo dell’estate. Le ripercussioni sociali sono incredibili. Le autorità devono darsi linee di intervento comuni”.

“I divieti erano annunciati. Ce li aspettavamo – dice invece Mauro Della Valle di Federbalneari -. La preoccupazione adesso è che si possa vigilare su questi preallarmi per far sì che si parli di vacanza sicura”.

Alcuni Comuni si sono già mobilitati e la prossima settimana si terranno incontri con la Capitaneria. I primi cittadini del Basso Salento cercano di fare squadra. Senza una modifica dei vincoli, si dovrà dire addio a intere marine, come quelle di Marittima, Andrano, Gagliano del Capo, e a una buona parte di Castrignano del Capo, Tricase, Racale, Tiggiano e Alessano.

 

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