Dopo l’arresto, scoperto il covo dei latitanti Mungelli e Greco

LECCE- Che l’arresto dei due latitanti Francesco Mungelli e Alessandro Greco, avvenuto venerdì all’alba potesse aprire nuovi scenari era chiaro, sopratutto alla luce di materiale estremamente interessante in quella stanza di un b&b a Leverano dove si erano nascosti per un po’.
Oltre ai pizzini anche delle chiavi che hanno portato ad aprire un garage di una palazzina di via Giovanni Paolo II che si è rivelata essere il loro covo.  All’interno un arsenale ed una motocicletta. Era uno dei tanti nascondigli usati per occultare il materiale compromettente. Ce ne sono altri molto probabilmente.

E così mentre negli uffici si svolgevano le procedure per l’arresto dei due, in città proseguivano a ritmo serrato le perquisizioni che hanno portato a questo risultato: un’altra conferma del fatto che i due avessero piena disponibilità di armi ed esplosivo, di tutto l’occorrente quindi per organizzare, programmare ed eseguire attentati di ogni tipo.

Nel garage sono stati trovati 3 ordigni fabbricati artigianalmente medio potenziale completi di miccia e denotare ( compatibili ad esempio con l’ordigno usato nell’esplosione del bar Paisiello) , in tutto quasi un chilo di esplosivo. C’ era anche una beretta 7,65 senza matricola e con colpo in canna, 46 proiettili calibro 38 compatibili con la pistola trovata  nel b&b al momento dell’arresto.

E poi una moto ducati e due caschi integrali. In molti degli attentati in città compare una motocicletta, ripresa dalle telecamere, avvistata dai testimoni.Una base operativa, un punto di partenza, nel cuore della città ma nello stesso anonimo. Di garage come quelli che ce ne sono tantissimi, sottostanti ai popolosi condomini che sorgono nella zona, la 167.

armi2

armi

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*