1 Maggio, la festa del lavoro (che non c’è)

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LECCE- E’ la festa del diritto al lavoro, un lavoro che non c’è. Un Primo Maggio dal retrogusto amaro quello che si festeggia in tutta Italia e soprattutto nel Salento dove aumentano i disoccupati, i precari, le aziende che chiudono. Difficile non lasciarsi rubare, in una situazione come questa, la speranza e l’ottimismo. Parlano chiaro, purtroppo, i dati dell’osservatorio del mercato del lavoro della provincia di Lecce, crescono i disoccupati,il tasso di inattività è ancora in aumento, i contratti di lavoro sono sempre più a tempo determinato e comunque relativi a brevi periodi.

La disoccupazione giovanile non è stata mai così alta. In migliaia i lavoratori in cassa integrazione e con poche prospettive. Qui l’occupazione è una vera emergenza. Appena il 10 % della popolazione può vantare il tanto, agoniato, “posto fisso”, la situazione non migliora di molto nelle province di Brindisi e Taranto con le tante vertenze ancora in piedi. Allarmanti i dati Istat a livello nazionale 43 individui su 100 sono senza un posto.

Lo ribadiscono anche le istituzioni locali e i sindacati: “Il Primo Maggio deve rimettere al centro della discussione il lavoro, l’occupazione, ribadiscono, si crea sollecitando gli investimenti…E’ necessario a lavorare insieme per tentare di invertire questa tristissima tendenza…”.

Il sottosegretario Teresa Bellanova punta sul “Piano di garanzia giovani”, un programma che segna certamente un primo, importante passo- spiega la Bellanova-ma è necessario impegnarsi anche su altri fronti”.

 

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