Zincheria: “Nessuno sforamento di inquinanti”. Ma il confine resta labile

DISO- Le Zincherie Adriatiche di Diso smentiscono sforamenti dei limiti di Berillio, Stagno e Zinco, contenuti nei monitoraggi effettuati da Arpa Puglia l’11 ottobre scorso. L’azienda, tramite l’avvocato Giuseppe Bonsegna, spiega che “ le analisi a campione effettuate nella pinetina interna all’opificio industriale – lo si ricorda, sito in zona tipizzata dallo strumento edilizio quale zona industriale-artigianale e non certo abitativa – rispettano le concentrazioni soglia individuate dal D. Lvo 152/2006 e successive modificazioni, relative, ovviamente, ai suoli industriali.

Berillio, Stagno, Cromo totale, Cromo VI e Zinco non superano i limiti previsti dalla normativa vigente per le zone industriali, anzi, molti di essi, rispettano anche i limiti delle zone residenziali. È doveroso precisare – continua il legale – che, dal momento del sequestro preventivo operato dal gip nel 2011 ad oggi, non è stato mai riscontrato alcun inquinamento dell’ambiente tanto nella zona industriale in cui ricade l’opificio quanto in quella circostante”. Zincherie Adriatiche parla di “allarme ingiustificato nell’opinione pubblica”.

Tuttavia, la portata della questione può comprendersi meglio allargando lo sguardo: Arpa Puglia ha ritenuto conformi quei parametri, appunto, per aree a destinazione commerciale e industriale ed effettivamente quella dell’opificio è qualificata dal Pug di Diso come artigianale. Dalle carte dello strumento urbanistico alla realtà, però, il salto è consistente: intorno all’opificio, a pochi metri da questo, insistono civili abitazioni. Ed è in relazione ad aree a verde o residenziali che Arpa ritiene “non conformi” le presenze di quei metalli pesanti.

E’ la diversa qualificazione delle aree che rende labile il confine, esistente sulle mappe ma che viene a cadere nella realtà dei fatti. Un esempio? Per la legge, la presenza di Zinco non dovrebbe superare i 1500 mg/kg nelle zone industriali, limite che scende, però, a dieci volte di meno, 150, nelle aree residenziali: nelle Zincherie è pari a 379.

Per il Berillio, il limite è di 10 mg/kg per le prime e di 2 per le seconde, mentre a Diso è pari a 3. Per lo Stagno, la forbice è di 350 nelle aree industriali e 1 mg/kg per le residenziali: quelli rilevati nelle Zincherie sono pari a 3,2.

Numeri, che, comunque, viaggiano in parallelo rispetto alla vicenda giudiziaria che vede l’impianto sotto sequestro preventivo dal 2011 e che ha portato al decreto di chiusura entro il 30 aprile firmato dal gip Antonia Martalò. Il 29, intanto, è prevista udienza contro questo provvedimento. Nello stesso giorno, è fissato innanzi al Consiglio di Stato, il giudizio riguardante l’impugnazione del provvedimento con il quale il Tar di Lecce ha disposto l’annullamento della originaria Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’azienda.

 

 

 

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