“La vita è un treno”, la metafora italiana di Antonello Caporale

minerva

LECCE- Si è svolto ieri all’interno del Museo Ferroviario di Lecce l’incontro con Antonello Caporale, giornalista del Fatto Quotidiano, che per l’occasione ha presentato il suo documentario “La vita è un treno”, con la regia di Enzo Monteleone.

L’evento è stato promosso dal gruppo informale (Ri)Generazione Politica e organizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Puglia, Improvvisart eAssociazione Ionico Salentina Amici Ferrovie.

Una location a tema quella del Museo, un luogo della memoria, dove in tanti hanno avuto modo di poter assistere alla visione del lavoro di Antonello Caporale, attraverso il quale  ha deciso di denunciare e raccontare la situazione in Italia, vistala vita è un treno come un osso che lega diverse cucce da Nord a Sud, con tanti vani abbandonati a se stessi.

“E’ un’Italia che va veloce con i Freccia Rossa e l’altra che aspetta che passi un treno…se passa..-racconta Caporale– E’ un’Italia in soffitta, senza memoria, un’Italia lontana, come il Salento vede Roma o Milano. E’ un Paese che divide la propria società, tra chi ha soldi e chi no”.

Il giornalista del Fatto Quotidiano mira con questo documentario a lasciare un messaggio preciso e condiviso, ossia quello di continuare a essere liberi, a far rispettare la propria dignità con o senza soldi in tasca.

“Il treno non dev’essere considerato solo come un vettore, ma anche come un connettore  di comunità, come un ammortizzatore sociale”, conclude Antonello Caporale.

 

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