Tap, parla De Santis: “I miei erano vecchi interessi”

LECCE- Il braccio economico di D’Alema, salentino di nascita e internazionale d’adozione, spiega quali erano i suoi interessi nel grande affare del gasdotto Tap, che sta provocando la rivolta del Salento: un accordo tra la russa Avelar (di cui Roberto De Santis era consigliere d’amministrazione) e la svizzera Egl (azionista di Trans Adriatic Pipeline). Di qui la sua conversazione con Giampaolo Tarantini, intercettata dalla Guardia di Finanza di Bari. “Ma quell’accordo sfumò nel 2010 – afferma – e non me ne sono più occupato”.

Ma ancora oggi il gasdotto piace a Massimo D’Alema e nel governo Letta se ne occupano due sottosegretari dalemiani di ferro.

La scheda andata in onda nell’Indiano di TeleRama il 12 dicembre 2013:

 

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