Cronaca

Scoperte 12 lavoratrici in nero, nei guai azienda tessile di Specchia

SPECCHIA (LE) – Alla vista degli Ispettori hanno provato a darsela a gambe. Non immaginavano certo che a ridosso dell’ingresso posteriore vi fossero gli agenti, in borghese, pronti a bloccarle. Finisce così, tra le braccia degli agenti del Commissariato di Taurisano, diretti dal Vicequestore aggiunto Salvatore Federico, l’avventura lavorativa di 12 operaie sorprese in un’azienda tessile di Specchia.

Nel capannone vi erano in tutto 44 impiegate, 12 delle quali completamente in nero.

Dai controlli eseguiti dalla polizia, insieme ai funzionari dell’Ispettorato del Lavoro, sono emerse le irregolarità. Le 12 operaie, stando alle risultanze investigative, avrebbero lavorato nella stessa azienda per diverso tempo e sempre senza alcun contratto.

Tanto è stato sufficiente, perchè gli investigatori optassero per la sospensione dell’attività. La legge, in tal senso, parla chiaro: se un’azienda sfrutta il 20% di mano d’opera, impiegandola senza regolare contratto, rischia la sospensione.

Come è effettivamente accaduto alla ditta specchiese. Per poter riaprire i battenti, il titolare dovrà mettersi in regola normalizzando la posizione delle 12 operaie, pagando una prima ammenda da 1.500 euro e facendo fronte in seguito ad un provvedimento ben più oneroso che prevede il pagamento dai 3mila ai 12 mila euro per ognuna di loro, più il versamento di 150 euro per ogni giornata effettiva di lavoro.

 

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