Sport

Cuore e talento, Carlo Molfetta racconta il suo oro olimpico

MESAGNE (BR) – Mesagne, la città di Carlo Molfetta. Un accostamento che viene spontaneo dopo la conquista della medaglia d’oro a Londra da parte del giovane atleta salentino. Ed è proprio a due passi dal castello, in quel centro storico che lo ha visto crescere, che il campione olimpico di taekwondo ci racconta la sua gioia più grande, quel sogno di un bambino di appena 5  anni, diventato realtà, a migliaia di kilometri da casa.

Un sogno che da tempo si era trasformato in ossessione,  svanita in modo liberatorio, una sera d’estate, nel rumore di Londra, come una bolla di sapone. “Ce l’ho fatta”  – ha gridato Carlo a sè stesso subito dopo il verdetto dei giudici. Prima la tensione, poi l’estasi e infine l’incredulità.

In vista delle Olimpiadi, da Roma, dove si allena e vive da 12 anni, Carlo è partito alla volta di Londra senza parenti e fidanzata al seguito. Scaramantico, il campione di Mesagne ha voluto affrontare da solo la prova più importante, quella che scacciato via la delusione di Atene 2004 e gli infortuni che avevano complicato oltremodo il suo percorso. E adesso nella vita del 28enne dallo sguardo umile e caparbio c’è spazio solo per i sorrisi e i ringraziamenti.

 E un pensiero speciale, subito dopo la vittoria, Carlo ha voluto rivolgerlo a Melissa Bassi, la studentessa di Mesagne che ha perso la vita nell’attentato alla ‘Morvillo Falcone’, ricordando che questa terra non è attraversata solo dal sangue.

Questo è il campione di Mesagne, un ragazzo sensibile e dal grande talento sportivo che dispensa foto e autografi ai  suoi concittadini, pronto a riprendere a fine anno, dopo un periodo di riposo, la strada del taekwondo. La strada che lo ha portato sul podio più alto ai giochi di Londra, regalando un sogno agli italiani.

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