L'AUTOPSIA CONFERMA: MORTA PER L'ESAME GINECOLOGICO PDF Stampa E-mail
Locali Lecce
Scritto da Trnews.it   
Giovedì 29 Luglio 2010 13:28
"Non possono esservi dubbi circa la sussistenza di una condotta censurabile dell'operatore che effettuò l'isteroscopia che, per imperizia, perforò la parete dell'utero cagionando anche lesioni all'intestino" Così scrivono i medici che si sono occupati di eseguire l'autopsia su una donna, morta il 27 ottobre dell'anno scorso, qualche mese dopo essersi sottoposta ad un semplice esame ginecologico in una clinica leccese. A dirlo sono il prof. foggiano Pantaleo Greco, ordinario di ostetricia e ginecologia, e il medico legale Alberto Tortorella, incaricati dal pm Paola Guglielmi, di eseguire l'autopsia sul cadavere della donna. Le indagini sono state aperte proprio in seguito ad una querela firmata dalla stessa donna prima di morire. Nella relazione i medici incaricati, non solo sottolineano l'imperizia della ginecologa che ha eseguito l'isteroscopia, ma sottolineano anche l'informazione scorretta fornita alla paziente in seguito all'esame. La donna infatti non sarebbe stata informata della gravità della situazione e della necessità di intervenire immediatamente. "Non possono esservi dubbi- scrivono Greco e Tortorella nella relazione- che l'isteroscopia correttamente eseguita non avrebbe certamente comportato la catena di eventi che ha portato al decesso della donna e non possono esservi dubbi neppure che un intervento immediato- continuano i medici-dopo la diagnosi della peritonite, causata appunto dall'esame eseguito scorrettamente, avrebbe potuto salvare la donna". Ad assistere i parenti della donna, gli avvocati Luigi e Roberto Rella, a cui la stessa si era rivolta prima di morire, dopo 9 mesi di sofferenza.