COMPLOTTO PANORAMA: PARLA MARITATI PDF Stampa E-mail
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Scritto da Raffaella Meo   
Venerdì 05 Febbraio 2010 15:58
Una lunga intervista al senatore Maritati, che andrà in onda alle 15.30 su telerama. Uno sfogo ma anche un fiume di rivelazioni. Fondamentalmente tre le domande poste al senatore: perchè spiarla? quanto è forte il suo potere presso la procura di Bari? perchè lei incontra il pm Scelsi, l’avvocato della Daddario ed una giornalista e quasi in contemporanea d’Alema annuncia uno “scossone” in Puglia? Maritati non si sottrae e risponde punto per punto alle domande, anche alle più scomode. Maritati risponde per la prima volta persino sull’archiviazione di quella sua inchiesta sul finanziamento al pc di cui avrebbe beneficiato Massimo D’Alema, e grazie alla quale secondo i suoi nemici sarebbe iniziata la sua carriera politica. Ma andiamo con ordine: “Perchè spiarla?” Questo non lo so, risponde Maritati, e non so nemmeno se davvero esistano questi scatti. Di certo io ho incontrato Scelsi in un bar al centro di Bari, è un collega ed un amico, lo conosco da tantissimi anni. Se avessi voluto complottare con lui sarei andato a trovarlo a casa. Ma il complotto è vicino alla cultura politica di chi lo pensa, non certo alla mia. Anche con l’avvocato Vigilante mi conosco da una vita, certo da molto prima che diventasse il legale della escort barese Patrizia D’Addario. Probabilmente quando l’ho incontrata l’ultima volta era in compagnia della caporedattrice del Corriere. Ma pensare ad un complotto è demenziale, rimarca il senatore. Quanto è forte il suo potere presso la procura di Bari? A questa seconda domanda Maritati risponde categorico: sulla mia persona tanto fango. Tante maldicenze. Con i magistrati baresi c’è solo cordialità fra ex colleghi, senza mai scadere nello scambio di informazioni e nè tantomeno nei pizzini. Ed ancora a Maritati viene finalmente chiesto se sia vero che la sua carriera politica (senatore e subito per due volte sottosegretario) sia il premio per aver archiviato l’inchiesta su D’Alema. Io D’Alema l’ho interrogato, e potevo persino archiviare subito l’inchiesta perchè il reato era prescritto. Invece l’ho voluto interrogare. Lui ammise un finanziamento di 20 milioni delle vecchie lire. “i soldi sono andati al partito”, mi disse. Quell’inchiesta la conducevo insieme a Scelsi. Mentre io interrogavo D’Alema, a sua insaputa, il collega interrogava l’allora tesoriere del PCI, che non confermò di aver ricevuto quei soldi. Ma non potevo proseguire, il reato era prescritto. Di certo però non feci un favore a Massimo D’Alema, e quando anni dopo Frisullo mi chiese la candidatura al senato era perchè avevano bisogno delle mie competenze professionali a Roma. La terza domanda: perchè lei incontra il pm Scelsi, l’avvocato della Daddario ed una giornalista e quasi in contemporanea D’Alema annuncia uno “scossone” in puglia? "A questa domanda non so risponderle, chiude il senatore Maritati, ma credo che D’Alema abbia annunciato lo scossone forse addirttura prima dei miei incontri. Ma lo ribadisco, guai a parlare di complotto, sto querelando in sede civile e penale Panorama, Libero ed il Giornale per il loro approccio demenziale e delinquenziale a questa notizia creata ad arte legando fatti che sono a se stanti".