Nuovo porto Otranto, ci siamo: pronto entro 4 anni

OTRANTO – Si è rivelato fondamentale l’esito dell’audizione in V Commissione (presidente Paolo Campo) richiesta da Fabiano Amati sullo stato dell’arte per la realizzazione del nuovo porto di Otranto. La struttura commissariale di Condotte d’Acqua (erano collegati in videoconferenza i tre professionisti che dal 2018 gestiscono la società), ha assicurato che entro le prossime ore sarà trasmesso alla Regione l’atto di avvalimento con Fincantieri, l’ultimo documento mancante per procedere alla sottoscrizione dell’atto di concessione per poi avviare la cantierizzazione dei lavori che dovranno concludersi nei successivi 36 mesi. Con questo impegno (l’atto di avvalimento attesta il requisito di qualificazione che la Regione ha espressamente richiesto), e acclarata la solidità di Condotte mediante la documentazione riferita alla capacità economico finanziaria della società, si avvia a conclusione la lunga fase di gestazione propedeutica alla realizzazione del nuovo approdo diportistico. Complici le vicissitudini della società capitolina, l’avvio dei lavori è ormai prossimo, con l’impegno di definire uno stringente cronoprogramma per giungere alla cantierizzazione da cui decorreranno i tre anni entro cui il porto di Otranto entrerà a pieno diritto nella rete infrastrutturale portuale pugliese.

Contestualmente, è stata presentata un’interrogazione urgente dal consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani. “In attesa di questo traguardo a medio termine -dice- ce n’è un altro più impellente che va assicurato: salvare l’imminente stagione turistica otrantina, consentendo il dragaggio del porto vecchio e il conseguente montaggio dei quattro pontili permanenti che dovranno sostituire quelli galleggianti stagionali, per renderli compatibili con le bellezze monumentali dell’area. Anche qui, lo stallo è dovuto a problemi burocratici”. Chiede conto, dunque, all’assessora all’Ambiente Maraschio, “di questa mancata semplificazione amministrativa, soprattutto per sollecitare entro fine marzo il rilascio della VIA, senza la quale non possono partire i lavori. Possibile che, a distanza di tre anni dall’entrata in vigore del nuovo Testo Unico Ambientale, la normativa regionale non sia stata ancora adeguata, e tutto resti fermo in attesa di un’autorizzazione? Nel nuovo testo nazionale, a giusta ragione, non è più prevista la VIA per questo tipo di opere nei porti, perché richiede tempi e procedure incompatibili con l’urgenza di dover garantire la continua fruibilità di queste infrastrutture. Visto che l’esame della documentazione integrativa richiesta al Comune di Otranto è stata fissata per il prossimo 10 marzo, considerati i tempi necessari per le gare d’appalto, le operazioni di dragaggio e il montaggio dei pontili fissi, si arriverebbe a fine estate, bruciando di fatto la prossima stagione turistica, E questo è inaccettabile. Si stringano dunque i tempi per consentire agli operatori turistici di Otranto, e all’intera economia della città, di riprendere fiato dopo la batosta della pandemia. Dal via libera della Regione dipende il futuro dell’economia otrantina!”

 

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