Secondo appuntamento con “Visti da vicini”: Cristian Casili si racconta

BARI – Secondo appuntamento con “Visti da vicino”: ancora ai piani alti del Consiglio regionale, a tu per tu con il vicepresidente Cristian Casili. Legato alla terra anche per la sua professione di agronomo paesaggista, ci racconta del grande orto di famiglia e della tragedia della sua vita: la morte della figlioletta Viola, superata grazie alla moglie e alla nascita del secondo bambino, Emanuele. 

In ufficio a Bari anche per 14 ore al giorno, più le tre ore e mezza di viaggio quotidiano: è il nuovo impegno di Cristian Casili, passato dai banchi dell’opposizione a Cinque Stelle alla vicepresidenza del Consiglio regionale. Un ruolo di responsabilità e garanzia che ha fatto storcere il naso a molti attivisti del Movimento, prima di essere digerito.

Nato a Nardò, 45 anni ad aprile prossimo, è stato vicino ai problemi del suo territorio prima con l’associazionismo, poi con la politica. La sua militanza a Cinque Stelle comincia nel 2009 con i primi movimenti di piazza e approda alle candidature alle comunali di Nardò e poi alle europee del 2014, dove incassa quasi 37mila voti ma è primo dei non eletti. Alle regionali del 2015 è tra i più suffragati, e viene eletto nella pattuglia grillina.

Laureato in Agraria e agronomo paesaggista di professione, Casili è molto legato alla terra.

Gentile e disponibile, Casili non si sottrae a domande più personali. Racconta anche della tragedia della sua vita: la perdita della figlia Viola in un incidente stradale. Poi, parla delle due epidemie devastanti di questi anni: la Xylella killer degli ulivi, e la pandemia da coronavirus.

Per uscire dall’incubo del Covid-19, l’appello di Casili è alla responsabilità di ognuno e a vaccinarsi, per riconquistare abitudini e comportamenti annullati dalla paura del contagio.

In chiusura d’intervista, un messaggio di fiducia ai pugliesi.

 

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