Massacro di via Montello, De Marco: “Per me uccidere è facile”. Il diario dal carcere

LECCE- Riflessioni ed emozioni personali e la rievocazione dell’omicidio: “ Una parte di me prova dispiacere ( ma solo quella) – si legge su uno dei fogli in cui Antonio De Marco annotava in una sorta di diario i suoi pensieri dopo l’arresto. Scritti che il killer reo confesso di Eleonora e Daniele butta giù tra ottobre e novembre, trovati nella sua cella e sequestrati perché ritenuti dagli inquirenti utili alle indagini.

Quindici fogli, alcuni trovati strappati nel cestino della spazzatura e poi ricomposti, altri su uno scaffale, insieme ad un fumetto. De Marco riflette su quello che è accaduto e che vive ogni giorno, in un profondo stato di solitudine che lo porta a rifugiarsi in mondi fantastici, cimentandosi in tracce di racconto o di un romanzo. Leggendo “Cime Tempestose” scrive di aver rievocato la sera dell’omicidio: “E’ come se stessi guardando il filmato sul telefonino: è la prima volta che ho provato un vero dispiacere per quello che ho fatto fatto, forse ero addirittura vicino a piangere , ma forse piano piano mi sto avvicinando a un pentimento, lo sento”. Su un altro foglio: “Una parte di me è dispiaciuta, un’altra è contenta sì, e felice di aver dato 60 coltellate. Poi c’è un’altra parte che avrebbe voluto fare una strage, come se fosse una partita, per me uccidere è facile“.

Dalle sue parole emerge anche una profonda insofferenza nei confronti della sua condizione di detenuto sorvegliato a vista 24 ore su 24. “Paradossalmente mi viene voglia di suicidarmi– scrive De Marco- per il fatto di essere costantemente osservato“, lamentandosi anche di aver sempre la corrispondenza controllata e di non poter scrivere all’esterno. ” Non ti avrei mai fatto del male- si legge su un foglio che sarebbe dovuto essere una lettera indirizzata a due amiche– con voi, dice, sono sempre stato sincero. Perché siete le poche persone a cui voglio bene e da cui ho ricevuto affetto. Non sono solo un assassino“.

Il suo tentativo di far recapitare all’esterno una lettera ad un’amica ha portato dei problemi al cappellano del carcere, con il quale De Marco parlava spesso. Questo, contravvenendo ai regolamenti che disciplinano la corrispondenza epistolare intrattenuta dai detenuti, era stato richiamato dalla direzione ed aveva poi deciso di dimettersi. A lui viene attribuita anche la consegna a De Marco di una lettera accompagnata da un fumetto, poi effettivamente trovato nella cella,  scritta da una giornalista di un programma nazionale che invita De Marco a risponderle, fornendogli anche un indirizzo.

I legali di De Marco intanto nei prossimi giorni incontreranno nuovamente il 21enne. Insieme valuteranno l’opportunità o meno di far partecipare l’imputato al processo che si aprirà il 18 febbraio in Aula Bunker.

M. Cos.

 

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