Hjulmand primo danese in un Lecce multietnico come non mai

Ottica Salomi

LECCE – Che sia tornato in patria Pantaleo Corvino ora appare più chiaro che mai. Il Direttore di Vernole, in questi primi sei, difficili, mesi al timone dell’area tecnica giallorossa sta cercando di riprendere un discorso interrotto quindici anni fa quando, passato alla Fiorentina, aveva lasciato in dote al club dell’allora patron Giovanni Semeraro un patrimonio frutto del suo grande fiuto da talent scout con i vari Valeri Bojinov, Ernesto Chevantón, Mirko Vučinić, Cristian Ledesma e Axel Cedric Konan.

Hjulmand e Corvino

Un Corvino che, a quanto pare, non ha per nulla perso il suo vizio preferito di andare a pescare possibili e futuri talenti in paesi dove investire nel calcio è poco più che una scommessa. E di scommesse ne vuole vincere tante il buon Pantaleo che pochi giorni fa ha regalato al Lecce il primo calciatore danese della sua storia. Il giovane centrocampista Morten Hjulmand, infatti, è il primo giocatore proveniente dalla Danimarca in oltre 110 anni di storia giallorossa e, con un contratto quadriennale con opzione per il quinto, Corvino ha deciso di scommettere davvero tanto su di lui.

Il famigerato percorso di patrimonializzazione intrapreso dal club del Presidente Sticchi Damiani si è avviato provando ad investire in talenti provenienti da ogni parte del mondo. La rosa salentina, infatti, quest’anno come non mai parla molte lingue, dodici per l’esattezza.

Uno spogliatoio variegato, composto da circa il 50% da stranieri affamati di diventare big del calcio europeo. Proprio quello che sogna Corvino. Andando nel dettaglio, la nazione più rappresentata è naturalmente quella italiana, ma con soli 14 italiani presenti sui 26 componenti attualmente a disposizione di mister Corini. La restante parte va a comporre un mosaico variopinto: la porta parla brasiliano grazie a Gabriel, mentre in difesa gli unici stranieri sono l’albanese Kastriot Dermaku e lo svedese, ma naturalizzato macedone, Leonard Zuta.

Dalla cintola in su è necessario il traduttore. C’è lo scozzese Henderson, mentre dalla Scandinavia ci sono lo svedese Bjorkengren e il neo arrivato dalla Danimarca Hjulmand. Senza dimenticare, ovviamente, il greco Tachtsidis e lo sloveno Majer.

Per il reparto offensivo, infine, spiccano i due polacchi Listkowski e Stepinski, il giovane lituano Dubickas e la grande scommessa spagnola Pablo Rodriguez.

G. Serafino

 

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