Psr, a rischio 94 milioni di euro. Ma si deve correre anche su reimpianti e ristori xyella

BARI – “Abbiamo 94.826.040,55 euro che al 31 dicembre rischieremmo di perdere“. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia relazionando sullo stato di avanzamento del Psr.

Lo spettro della perdita dei fondi comunitari in agricoltura preme ancora sulla Puglia. A dicembre sono stati processati 14 di questi 94 milioni, ma ne restano comunque, ben che vada, 80 a rischio. Per questo il 4 gennaio scorso l’assessorato all’Agricoltura ha aperto un fascicolo con Agea per elaborare il dossier da inviare alla Commissione Europea. La situazione è emersa durante le audizioni in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale. A chiedere approfondimenti sullo stato di avanzamento del Psr, il capogruppo della Lega, Davide Bellomo e la consigliera pentastellata Antonella Laricchia. A novembre si sono chiusi tre contenziosi più importanti, sulla misura 6.1, bando giovani primo insediamento e 4.1.a; la speranza, dunque, ora, è di ottenere una proroga. Proroga che invece, non sarà concessa alle pratiche incomplete perché producono ulteriori domande – ha detto chiaro Pentassuglia – e niente più bandi, perché ci sono già troppi imprenditori che attendono risposte da troppo tempo.

Ma della 4.1.a ha chiesto conto anche il capogruppo de La Puglia Domani Paolo Pagliaro. “Ieri è stato definito ufficialmente l’atto – ha risposto Pentassuglia -, sarà pubblicato a breve. Sono serviti, rispetto alla 6.1, 18 giorni in più perché abbiamo affrontato la questione durc, delle fatture; l’ultima chicca, avendo incontrato gli imprenditori, è il credito d’imposta. Noi dobbiamo utilizzare a pieno tutte le rispste che il nostro sistema agroalimentare può prendere, quindi in Puglia sarà possibile prendere il Psr e il credito d’imposta, a compensazione”.

Ampio spazio è stato dato al problema della xylella con due delle tematiche più sentite. “Abbiamo una dotazione di 40 milioni a fronte delle richieste di ristori per 216 milioni di euro. Quindi – ha chiesto Pagliaro all’assessore – davanti ad una platea enorme di richiedenti, sarà difficile dare risposte incoraggianti. Può immaginare il clima che si vive da noi. E, seconda questione, anche a proposito dei reimpianti delle altre cultivar, quelle non intaccate dalla xylella, quali aggiornamenti ci sono?”. Pentassuglia, dunque, ha spiegato che: “Sto valutando di riproporre una misura ed è quella per gli oleifici, perché posso ristorare fino a 200mila euro senza problemi. Ma pur ristorando tutti fino a 200mila euro, avanzeranno risorse tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Tutto quello che resta, unito a ulteriori risorse ministeriali e se mi autorizzano anche ad altro, le userò per recuperare il più possibile, vista la domanda, così che i 40 milioni di euro diventino quanto più possibile. Quella partita la gioco, quella del reimpianto la gioco ancora più forte prima – ha continuato Pentassuglia – perché mi serve adesso quella. Quindi al prossimo Comitato di sorveglianza c’è stato l’impegno del ministro e dell’osservatorio di rispondere sulle cultivar”.

Presto, in giunta, sarà approvata una delibera che rimodula i comuni esclusi dal secondo decreto. Se non c’è il danno alla produzione lorda vendibile – ha chiarito Pentassuglia spiegando la ratio della delibera – non significa che non raggiungendo il 30% la xyella non c’è. Non si avrà diritto ad ulteriori ristori – ha spiegato ancora l’assessore – ma quantomeno alla fiscalizzazione dei contributi dei lavori che gli operai agricoli dovranno fare, sì. “Un atto politico”, l’ha definito Pentassuglia sul quale pone la sua responsabilità.

 

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