Agriturismi chiusi per Covid, appello ad Anci: azzerare tassa rifiuti

PUGLIA – 876 Agriturismi chiusi per l’emergenza sanitaria in Puglia, la richiesta è quella di azzerare la Tari.  Dalle organizzazioni dei produttori una richiesta d’aiuto per il settore lattiero caseario “colpito mortalmente dalla crisi”

Una perdita di fatturato di oltre 60 milioni per gli 876 agriturismi pugliesi chiusi per effetto dell’emergenza pandemica causata dal Covid 19. E che oggi sarebbero costretti a pagare anche la Tari, tassa sui rifiuti. Coldiretti ne chiede l’azzeramento ai Comuni e per questo fa appello ad Anci. L’attuale situazione di incertezza in ordine alla ripresa delle attività di ristorazione e dell’accoglienza non consente agli agriturismi di riprogrammare gli impegni e far fronte agli obblighi di natura tributaria.  L’emergenza CoViD19 ha causato, in un breve lasso di tempo, gravissimi danni all’economia del Paese con le misure restrittive adottate per contrastare il diffondersi dell’epidemia che hanno determinato una forte contrazione delle attività multifunzionali delle imprese agricole le quali, nonostante tutto, non hanno interrotto le attività principali di coltivazione e di allevamento e continuano a garantire la produzione di cibo, pur in presenza di una forte concorrenza di prodotti esteri di bassa qualità sui banchi di vendita al consumo. “Da quando è cominciata la pandemia in Puglia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% per l’agriturismo dove sono state chiuse per le misure anti contagio tutte le 876 strutture agrituristiche”.

E l’allarme fa partire l’appello-denuncia lanciato congiuntamente da organizzazioni dei produttori, Alleanza delle Cooperative, CIA Agricoltori Italiani della Puglia, Uci Puglia, Fedagripesca Puglia, Legacoop Puglia e Agci Puglia a causa della forte flessione del mercato del latte fresco che ha messo in grave crisi il settore lattiero caseario. “L’emergenza Covid-19 ha inferto un colpo mortale a un settore che ha risentito in modo drammatico della chiusura dei locali della ristorazione e, più in generale, di tutta la rete delle attività che lavorano nel campo della somministrazione di pasti e alimenti, oltre che dell’inaridirsi delle commesse nei mercati esteri. Tale situazione si è riverberata sul mercato del latte fresco, sull’economia delle aziende zootecniche della regione Puglia e sui trasformatori, colpendo in egual misura allevatori e trasformatori”.

 

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