Vaccini a persone fuori lista, Nas al Perrino. La Asl accerta l’illecito: “Provvedimenti”

BRINDISI – A sollevare il caso, con una nota indirizzata alla Asl di Brindisi, è stato il presidente dell’Ordine dei Medici Arturo Oliva. Dopo un’indagine avviata nell’immediato dal direttore generale Giuseppe Pasqualone, in queste ore arriva un primo parziale responso: il 4 gennaio nell’ospedale di Brindisi sono stati somministrate dosi di vaccino anti-covid a persone attualmente non inserite nelle liste di priorità. Forse una ventina in tutto.

Tra queste – stando a quanto la Asl sta accertando in queste ore – vi sarebbero anche alcuni medici in pensione con parenti al seguito e personale amministrativo dell’ospedale.

Secondo il presidente dell’Ordine dei Medici il problema sarebbe nato dall’assenza, nel giorno “incriminato”, dell’elenco degli aventi diritto in questa fase. Una falla che ha poi lasciato spazio agli infiltrati, passati inosservati. Complice il fatto che l’equipe addetta alla vaccinazione fosse composta da personale esterno. “Certo è che, una volta accertate le responsabilità – precisa il dg della Asl di Brindisi – saranno presi provvedimenti”.

Il dipartimento di Prevenzione e Salute ha intanto pubblicato un cronoprogramma cosicché episodi come questo, emersi anche in altri ospedali di tutta Italia, non possano più ripetersi.

Tra i nosocomi passati al setaccio dai Nas in tutto lo stivale, nella giornata di lunedì è toccato anche al Perrino di Brindisi.

Dura, intanto, la condanna morale del direttore generale Pasqualone nei confronti dei professionisti che avrebbero approfittato della situazione: “Dovranno rispondere prima di tutto alla propria coscienza – dice – È inammisibile, in una situzione senza precedenti come questa, mettere da parte l’etica e la deontologia per i propri interessi“.

E.Fio

 

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