Rete fognaria a Porto Cesareo, Comune e Legambiente: “Concludere i lavori”

PORTO CESAREO – Porto Cesareo vuole la sua rete fognaria. L’appello alla Regione di amministrazione e associazioni ambientaliste perchè si concluda il terzo lotto dei lavori.

Dopo la lettera inviata dall’amministrazione comunale di Porto Cesareo lo scorso dicembre al Presidente della Regione Puglia, nella quale, il Sindaco Silvia Tarantino e l’assessore all’Urbanistica Eugenio Sambati fanno richiesta di convocazione di un tavolo tecnico politico per risolvere l’ormai annosa questione della rete fognaria di Porto Cesareo per porter dare finalmente avvio ai lavori del terzo lotto,  si continuano a chiedere risposte. Un impegno ed un lavoro che prosegue quello iniziato dai predecessori , in particolare dall’ex sindaco Albano e dall’ex assessore all’urbanistuica Baldi.

“Una situazione da risolvere immediatamente” , ha dichiarato ai nostrio microfoni  l’attuale assessore all’Urbanistica Eugenio Sambati .

Anche le associazioni ambientaliste sono della stessa opinione.  “Dalle informazioni in possesso ci risulta che per poter avviare l’impianto e quindi dotare finalmente porto Cesareo di un servizio dignitoso per la comunità e rispettoso dell’ambiente, occorre un ultimo atto della regione Puglia che tarda ad arrivare”.  Interviene sulla vicenda il presidente del locale circolo di Legamiente , Luigi Massimiliano Aquaro.

“Legambiente, da sempre attenta allo spreco delle risorse naturali è fortemente convinta che è sicuramente utile recuperare le acque reflue depurate e destinarle perciò ad altri usi: irriguo, civile, industriale, Nel caso di Porto Cesareo, però, vi è un dettaglio per niente irrilevante!  Da quanto è dato sapere, la maggior parte d’acqua erogata da Acquedotto Pugliese, per il tramite delle condotte idriche, si perde “per strada”, poiché solo un piccolo, quanto residuo quantitativo, dopo gli usi civili, ritorna negli impianti di depurazione come acqua reflua per il trattamento finale. Ciò vuol dire che la restante parte (troppa), ormai liquame tal quale, si perde nel sottosuolo e naturalmente in mare, e, considerato che l’abitato di Porto Cesareo è tutto sul livello del mare, si può immaginare cosa accade.  Nelle more di un nuovo auspicabile impianto alternativo di recupero e riutilizzo delle acque reflue depurate, da impiegare in agricoltura, chiediamo alla Regione, al fine di salvaguardare la salute pubblica compromessa dal costante rilascio di liquami nel suolo, sottosuolo e nel mare di Porto Cesareo, di avviare l’impianto di depurazione ormai realizzato e in attesa di nulla osta da parte dell’ amministrazione regionale, consentendo nell’immediato alla rete fognaria di Porto Cesareo di collegarsi allo scarico di Nardò”.

 

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