Qualità della vita: il Sud in fondo alla classifica, il Salento in fondo al Sud

SALENTO – Apre Pordenone e chiude, alla posizione 107, Foggia. Partendo dal fondo, perché è qui che la penisola ionico-salentina si trova, la provincia di Taranto è al 94° posto, quella di Brindisi all’89° e quella di Lecce all’86°.

La classifica è quella annuale sulla qualità della vita stilata da ItaliaOggi con l’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. L’indagine è coordinata da Alessandro Polli del Dipartimento di Scienze sociali e economiche dell’Università La Sapienza di Roma. Gli indicatori sono 9: affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione-formazione capitale umano, popolazione, reddito e ricchezza, reati e sicurezza, sistema salute e tempo libero.

Spiega ItaliaOggi: “Le 107 province italiane sono state classificate in 5 cluster (Mediterraneo, Francigena, Padano, Adriatico, Metropoli), consentendo di ottenere una fotografi a più dettagliata delle specificità provinciali. L’edizione 2020 fa riferimento all’informazione statistica ufficiale disponibile al momento in cui l’indagine è svolta, quindi fornisce una panoramica riferita all’anno passato. Tuttavia era ineludibile considerare l’emergenza pandemica attualmente in corso. Per tale motivo si è scelto di conferire un maggiore realismo inserendo nella dimensione della sicurezza sociale tre indicatori sulla mortalità e sull’incidenza dei casi registrati di Covid-19”.

La classifica prevede la divisione in 4 gruppi, identificati con altrettanti colori.
Dimentichiamo il giallo, l’arancione e il rosso dati dall’emergenza covid.
Qui abbiamo il gruppo 1, giallo, in cui la qualità della vita è buona;
il gruppo 2, verde, accettabile;
il gruppo 3, rosso, scarsa;
il gruppo 4, insufficiente (che è il meno nutrito, con 19 province).
Il colpo d’occhio parla chiaro sulla divisione tra Nord, Centro e Sud del Paese.

Dunque Lecce è rossa, Brindisi e Taranto sono blu. Vediamo le sottoclassifiche che portano a questo risultato finale.

Nell’ambito “affari e lavoro” – anche qui, a eccezione di Lodi, nei gruppi 3 e 4 ricadono quasi esclusivamente le province del Mezzogiorno- le province di Lecce e Taranto sono insufficienti, piazzandosi rispettivamente alle postazioni 88 e 90, e Brindisi è scarsa, alla 79.

Per l’ “ambiente”, Lecce è scarsa, nonostante la posizione numero 61 sembri ottima rispetto alle altre, e Brindisi e Taranto insufficienti, rispettivamente alla 83 e, praticamente sul fondo, la provincia ionica alla 104.

Ma è nella dimensione “reati e sicurezza” che il Salento respira: verdi tutte e tre le province. La qualità della vita è dunque ritenuta accettabile, con Taranto al 31° posto, Lecce al 44°, Brindisi al 56°.

Per l’analisi della “sicurezza sociale”, che è quella in cui interviene il fattore covid con il suo impatto pandemico, Taranto blu alla postazione 89, Lecce rossa alla 61, e Brindisi verde alla 38.

Torniamo “scuri” alla voce “istruzione e formazione”: la provincia di Lecce è rossa, cioè scarsa, al 80° posto; peggiori le performance di Brindisi e Taranto che sono blu, al 91° e 92°.

Nella dimensione “popolazione”, che riguarda la dimensione demografica, quasi si ribalta la situazione Nord-Sud e tutte e tre le province salentine sono “verdi”.

Per il “sistema salute”, dimensione che aggrega informazioni sulla dotazione di posti letto in reparti ospedalieri ad alta specializzazione e su quella di apparecchiature diagnostiche, Lecce è verde, Taranto è rossa e Brindisi è blu.

Per il “tempo libero”, tutta la Puglia è blu, insufficiente.

L’ultima dimensione, quella che riguarda i parametri di “reddito e ricchezza”, ristabilisce i colori giallo e verde al Nord e rosso e blu al Sud: il Salento è tutto insufficiente, con la performance peggiore di Brindisi alla postazione 101.

 

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