Caos concessioni demaniali, Quinto: il Legislatore ha un mese per intervenire e chiarire definitivamente

LECCE – Si è tenuta questa mattina la riunione della Commissione di Controllo presso il Comune di Lecce, convocata dal Presidente Giorgio Pala per un approfondimento della dibattuta questione della proroga delle concessioni demaniali marittime per uso turistico. Alla riunione è stato invitato l’Avv. Pietro Quinto, amministrativista e studioso della materia. Nella sua relazione l’Avv. Quinto ha evidenziato “la confusione legislativasul tema delle proroghe e la mancanza nel legislatore di una linea coerente con i principi di derivazione europea che hanno dato luogo alla sentenza della Corte di Giustizia nel 2016 circa la illegittimità delle proroghe automaticheper contrastocon la DirettivaBolkestein e l’art. 49 del Trattato. Di talché –ha proseguito l’Avv. Quinto –si pone il problema per i Comuni di adottare politiche coerenti e conformi alla legge sulle istanze di proroga.L’Avv. Quinto ha richiamato la recentesentenza del TAR Lecce, in linea con le dichiarazioni rese in questi giorni dal Presidente Pasca, che ha stigmatizzato l’assenza del Governo e del legislatore per una riforma organica della materia. L’Avv. Quinto ha ricordato che la sentenza del TAR Lecce, nel confermare la illegittimità delle disposizioni contenute nella legge finanziaria del 2018 circa le proroghe amministrative sino al 2033, ha però sancito che la disapplicazione di tali disposizioni non può essere rimessa al funzionario comunale, bensì al Giudice. Si tratta –ha sottolineato l’Avv. Quinto –di una sentenza che affronta pragmaticamente un particolareprofilosull’obbligo didisapplicazione delle norme statali confliggenti con i principi europei, pacificamente riconosciutodalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della CassazionePenale. La sentenza del TAR è di certo innovativa, come tale dovrà esseresottoposta al vaglio del Giudice d’appello,che si è espresso in senso contrario, unitamente alla Corte di Giustizia.
Nelle more si pone il problema dell’atteggiamento dei Comuni che dovrebbero applicare una legge pacificamente illegittima. Non potendo il funzionario «disapplicare» la normativa, come affermato dal TAR, sarebbe utile–ha affermatol’Avv.Quinto-adottare un atteggiamento soprassessorio in attesa di un chiarimento a livello legislativo e giurisprudenziale. D’altro canto il recente Decreto “Rilancio”contiene una disposizione (art.182),che tutela gli attuali concessionari perché fadivietoai Comuni di pretendere il rilascio delle aree e addirittura di dare seguito alle procedure concorsuali. In ogni caso non è più rinviabile una riforma organica del settore, che,sola,può giustificare provvedimenti interinali di proroga, ma, soprattutto,può garantire agli operatori del settore certezze e non esporli ad interventi dellaMagistraturaPenale,che, da tempo, ha disapplicato le leggi di proroga automatica, disponendo il sequestro degli stabilimenti per occupazione abusiva del demanio”.

 

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