Questo NON è amore: i dati su omicidi e violenze sulle donne a Lecce, Brindisi e Taranto

SALENTO – È la Giornata internazionale per l’eliminazione -attenzione! L’ELIMINAZIONE- della violenza contro le donne del 25 novembre.

Non è solo una giornata “contro”, no: si tende all’annientamento totale, con ogni strumento possibile, dei crimini di genere.

In questa giornata, le questure di tutta Italia presentano un conto di sangue: il numero, provincia per provincia, dei delitti contro le donne.

Un anno, il primo, di “codice rosso”, dall’entrata in vigore della legge del 19 luglio 2019, a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti. Ha introdotto la corsia preferenziale, più veloce, procedure rapide per le denunce e le indagini riguardanti casi di violenza contro donne o minori.

Vediamo com’è andata nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto:

 

   A Lecce:

 

 

 

 

(I due omicidi volontari del 2020 sono quelli di via Montello, Lecce, del 21 settembre. Il Ministero ha ritenuto di inserire, oltre a Eleonora, anche il fidanzato Daniele. I due sono stati ammazzati con ferocia insieme).

 

                                                                      Reati commessi a Lecce

 

 

 

 

A Brindisi:

A Taranto:

“La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”. Con queste parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale per questo 25 novembre.

La campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore” e finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione.

Con il coordinamento nazionale della Direzione Centrale Anticrimine diretta dal Prefetto Francesco Messina, il personale della Polizia di Stato a bordo dei camper dedicati al progetto, ha incontrato negli anni migliaia di persone nelle piazze di italiane fornendo informazioni, aiuto, supporto operativo.

Quest’anno le restrizioni Covid non consentono la stessa diffusione capillare sul territorio, ma è stata ugualmente preparata la brochure del progetto e, per facilitare la diffusione in rete degli stessi messaggi di vicinanza della Polizia di Stato, è stato realizzato un video messaggio al quale ha preso parte anche il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli.

Come si ricorderà, infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

 

 

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