Puglia, la Regione chiude tutte le scuole di ogni ordine e grado

PUGLIA – Le scuole di tutta la Puglia, di ogni ordine e grado, chiuderanno per 24 giorni. L’ordinanza appena firmata dal governatore Michele Emiliano, prevede a partire da venerdì 30 ottobre e sino al 24 novembre, didattica a distanza per tutti gli studenti. In presenza solo le scuole per l’infanzia dove la frequenza non è obbligatoria, i laboratori e gli  alunni con bisogni educativi speciali.

La decisione è arrivata dopo la richiesta dei pediatri che desideravano infatti la chiusura per due settimane perché il sistema dei tamponi è in tilt. Ma non solo, anche perché  – ha spiegato il governatore – i contagi sono aumentati da quando le scuole sono riaperte. “Numeri pesantissimi” nelle scuole primarie. Sono almeno 286 le scuole pugliesi toccate da casi Covid. Tutto questo in un solo mese di apertura e nonostante in Puglia la scuola sia iniziata il 24 settembre, ben 17 giorni dopo altre regioni. Gli studenti positivi sono 417 e 151 i casi positivi tra docenti e personale scolastico. Troppi i contagi, troppo lenti i tempi per ottenere un tampone, di qui la decisione.

La situazione, del resto, si fa sempre più critica: 772 casi positivi in un solo giorno vogliono dire che in Puglia il covid avanza veloce, troppo. Tanto che per l’assessore alla Sanità della Regione, Pierluigi Lopalco, quello che si delinea è “uno scenario preoccupante“.

La pressione sugli ospedali è sempre più forte, del resto i ricoveri sono aumentati sensibilmente in appena 48 ore e sarà così per i prossimi giorni. E le previsioni della task force parlano di 2500 ricoveri entro novembre. Per questo Lopalco fa sapere che da un lato si sta tentanto di rafforzare le attività di contact tracing sul territorio e dall’altro di attrezzare gli ospedali più di quanto è stato autorizzato dal governo, “tutti gli ospedali pugliesi concorreranno” ha detto Emiliano.

L’attività di tracciamento, importantissima per spegnere i focolai ma estremamente a rischio crollo, sarà presto affidata in parte proprio ai pediatri e ai medici di medicina generale che a livello nazionale hanno firmato un accordo con il Ministero della Salute. I tamponi rapidi saranno effettuati presso i loro studi o nei locali che le Asl indicheranno e destineranno a questo. A poter effettuare il tampone rapido, con esito in pochi minuti, saranno tutti coloro che sono stati a contatto con un soggetto positivo o che escono dalla quarantena. Questo consentirà di alleggerire il lavoro delle Asl, lasciando loro per lo più il tracciamento dei positivi.

La parte operativa dell’accordo è tutta ancora da studiare. Lo si farà a livello regionale in una riunione tra Regione e la Fimmg, il sindacato firmatario. Bisognerà capire quante scorte di tamponi ci saranno, bisognerà dotare tutti i medici dei dispositivi di protezione e fare un cronoprogramma per stabilire giorni fissi in cui si potranno effettuare i tamponi rapidi. Ma una parte dei medici di base, aderenti al sindacato Sisac, non ci sta e anunciano per il 2 novembre il ‘No Fimmg Day’.

 

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