Corini: “Abbiamo giocato con grande personalità”

Eugenio Corini, allenatore del Lecce
Ottica Salomi

Il Lecce esce dalla Coppa Italia, dopo una buona prestazione, perdendo in trasferta con il Torino, nel Terzo turno eliminatorio.

Ai padroni di casa però sono serviti i tempi supplementari per avere la meglio sui salentini per 3 a 1.

Eugenio Corini la analizza così:

“Dispiace tanto ma dobbiamo tenere conto che nei 90 minuti abbiamo pareggiato con una squadra di serie A, meritando, secondo me, la vittoria; nei supplementari l’idea era quella di portare a casa il risultato pieno, abbiamo lavorato molto bene. Purtroppo nel secondo e terzo abbiamo concesso qualcosa, anche, secondo me l’arbitro sul terzo gol deve interrompere il gioco perché la barriera è uscita prima del tocco della palla.

C’è grande rammarico ma anche una grande energia e una grande forza che ci deve arrivare da questa partita che ci ha visto giocare con grande personalità e coraggio contro una squadra di A.

Adesso dobbiamo prepararci bene per il Pescara”.

Parlando dei singoli parte da Stepinski autore del gol uscito poi per un giramento di testa dopo una botta, poi parla ed elogia Maselli, Bjorkengren e Zuta calciatore polivalente che ha giocato a centrocampo, ed è ottimista per il futuro:

“Ottima partita, ha fatto gol, lo meritava già la scorsa gara. Alla fine del primo tempo aveva giramenti di testa e il dottore mi ha detto che era meglio preservarlo, il ragazzo sta bene abbiamo preferito non forzarlo.

Le cose positive sono tante, aver visto giocare Maselli con quella personalità, Bjorkengren ha retto bene fino al colpo, Zita che ci siamo inventato come interno di centrocampo, mi danno grande disponibilità e crescendo così come stiamo facendo presto metteremo dentro i risultati che questa squadra merita”.

Infine chiude evidenziando ancora l’ottima gara di Maselli, classe 2001, un ragazzo che è sulla buona strada per diventare un ottimo calciatore:

“Giocare in questo ruolo è molto particolare, perché il vertice di un centrocampo a tre è un ruolo dove ci vuole ordine, bisogna lavorare dentro la squadra, leggere le situazioni di possesso e non possesso. Vederlo giocare con questa personalità è motivo di vanto per tutto il settore giovanile del Lecce che l’ha preparato. Il ragazzo ha lavorato bene ed ha meritato delle opportunità: oggi ha consolidato una crescita ed una partenza buona per lui perché ha attitudini giuste e corrette per diventare un ottimo giocatore”.

 

M.C.

 

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