“Equilibrio difensivo e gol”. Coda lancia il Lecce

Massimo Coda, 31 anni, attaccante, e Pantaleo Corvino, 70 anni, direttore dell'area tecnica del Lecce

LECCE – (di Tonio Giorgi) Presentato l’attaccante Massimo Coda, primo rinforzo che il responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino ha piazzato in un reparto avanzato senza rappresentati dopo la chiusura del campionato di Serie A. “A Corvino, che ha fatto la storia del calcio, non potevo dire no – le prime parole di Coda -, Lecce è una piazza importante dove posso sentirmi ancora un giocatore importante”. Nella passata stagione ha contribuito con poche reti (non è da lui) alla promozione del Benevento in A, un campionato irripetibile. “Tra i segreti quello di riuscire a mantenere un buon equilibrio difensivo di squadra – spiega -, a me piace tanto partecipare alla costruzione dell’azione anche se con un notevole dispendio di energie. A volte si arriva poco lucidi, ma i miei gol li ho sempre fatti”.

CORINI E COMPAGNI – Il sistema di gioco del tecnico giallorosso non può essere una novità per un giocatore con la sua esperienza. “Nella passata stagione ho giocato con il 4-3-3, ma ha anche a Salerno il modulo era quello – continua -. Serve sacrificio, con Corini mi sono subito trovato bene, l’ho visto motivato, a noi il compito di seguirlo e portare avanti le sue idee. Con i miei nuovi compagni di squadra l’impatto è stato positivo, è una squadra in costruzione, con il mercato aperto è sempre difficile”

LA NUMERO 9 – A Lecce erediterà la maglia che è stata di Lapadula nella passata stagione. “L’ho trovata libera, mi porta bene, cerco di prenderla sempre”.

A Lecce ritrova Lucioni mentre sabato pomeriggio in coppia con Falco si è già vista una buona intesa. “Falco è un giocatore di qualità – aggiunge -, l’intesa viene semplice. L’amichevole è servita per acquisire minutaggio, piano troveremo l’intesa complessiva”.

SENZA PUBBLICO – La stagione partirà come era finita l’ultima: senza pubblico. “Il Via del Mare è stato sempre caloroso, me ne sono accorto da avversario – conclude -, per quanto riguarda l’assenza di pubblico, ormai sono sei mesi che giochiamo così, all’inizio era un po’ penalizzante, ma è una cosa che adesso deve un po’ scivolare”.

 

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