Fitto presenta il programma: 10 punti per la Puglia e smantellare “il sistema Emiliano”

BARI – Non una “lista della spesa” ma un programma basato – ha detto – sull’insoddisfazione dei cittadini. Dieci punti per sintetizzare le idee della coalizione e gli input che arrivano dai territori. Raffaele Fitto presenta così il suo programma elettorale.

Stoccate infuocate al rivale più diretto, Emiliano. Anche sul terreno più scottante: la sanità. E se il suo piano fu il tallone d’Achille 15 anni fa, ora è proprio Fitto che ci ritorna, spiegando che lui chiudeva reparti, Emiliano chiude ospedali. “Se noi leggiamo tre delibere, la delibera del mio piano ospedaliero, di quello di Vendola e di quello di Emiliano troverete, nel mio una riorganizzazione dei reparti, in quella di Vendola un ridimensionamento e in quella di Emiliano la chiusura degli ospedali”.

La sua ricetta è: più medicina territoriale, rafforzamento dell’emergenza e della rete nel suo complesso.

Capitolo Infastrutture; le ultime risalgono a prima del 2005, dice, e sono Alenia di Grottaglie gli aeroporto di Bari e di Brindisi. “Poi non c’è stato più nulla”. Nel programma propone di sfruttare i fondi europei e nazionali per costruirne di nuove e sbloccare quelle pubbliche.

Ambiente e rifiuti: in 15 anni – è l’accusa – nessun impianto di trattamento ma solo ampliamenti di discariche. Nel suo programma ci sono economia circolare, impianti, bonifiche e rinnovabili.

L’Agricoltura si muoverà su tre direttrici: emergenza xylella, riforma dell’assessorato e rilancio e rafforzamento della competitività del settore.

Giù le tasse e snellimento degli iter burocratici e ancora più politiche attive del lavoro e intelligenza artificiale. Nei dieci punti c’è anche il sostegno alle imprese, rafforzando anche le filiere esistenti, ma anche un piano per attirare studenti cessando l’esodo universitario. Più strategia per la spesa dei fondi europei e la cultura, si legge nel programma, devrà essere più giovane e più internazionale.

Da dove partirebbe? Dallo smantellare il “sistema Emiliano”, dice, quindi rivedere completamente l’assetto delle agenzie regionali, più propense – afferma Fitto – a collocare gli amici e i parenti che a far funzionare la macchina.

 

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