La lunga notte del Consiglio: 2000 emendamenti sbarrano la strada alla parità di genere

BARI – Una lunghissima e travagliata seduta è destinata a chiudere la X legislatura. Ma 1946 emendamenti sbarrano la strada alla legge sulla parità di genere.

Che non fosse destinata ad essere una seduta tranquilla, era chiaro sin da settimane. Nemmeno la diffida del Governo centrale, pronto a calare la scure commissariando, di fatto, l’assise pugliese, ha scoraggiato i consiglieri regionali pugliesi che hanno mantenuto fermi i punti fortemente divisivi.

Alle 15, dopo riunioni di maggioranza e della Conferenza dei Capigruppo, è cominciato il dibattito. Alle 18,30 circa la discussione sulla doppia preferenza. La bozza arrivata  in aula e licenziata dalla VII commissione, su proposta della giunta regionale, è semplice: si approva la doppia preferenza, prevedendo che in caso di doppio voto il sesso dei candidati deve essere diverso e che le liste devono mantenere un equilibrio di 60 a 40 tra i due sessi dei candidati.

Ma in aula sono arrivati diversi emendamenti: uno di Fratelli d’Italia per impedire le candidature come quella del professor Pierluigi Lopalco, 5 da parte della maggioranza di centrosinistra e uno del Movimento 5 Stelle che prevede l’inammissibilità e non solo la sanzione per le liste che non mantengono la proporzione 60/40. La presenza di questi emendamenti ha portato Fratelli d’Italia – per stessa ammissione del consigliere Ventola che ha materialmente firmato i documenti – a presentare altri 1946 emendamenti con chiaro e manifesto intento ostruzionistico. Il quadro si è subito reso chiaro: o si ritirano tutti gli emendamenti e si vota la doppia preferenza o l’ostruzionismo va avanti.

Nemmeno una sospensione dalle 20 alle 22, nel disperato tentativo di trovare una intesa, ha potuto sbloccare la situazione. Si torna in aula alle 22,30 con la richiesta di distribuire le fotocopie dei 1946 emendamenti. Il ché è equivalso a fare poco meno di 100mila fotocopie.

Il primo emendamento, dei 2mila, è proprio quello di interdire la candidatura ai consulenti e collaboratori dell’ente Regione. In buona sostanza, vale per tutti ma l’obiettivo numero 1 è l’epidemiologo Pierluigi Lopalco. Alle 23,30 il voto segreto è lo sgambetto per il super-esperto a capo della task force regionale Anti-Covid. Con 28 voti a favore e 18 contrari, l’epidemiologo non potrà candidarsi se prima non si sarà dimesso dall’incarico.

La notte è lunga. Soprattutto perché alle 23:41 si decide di sospendere nuovamente la seduta. L’obiettivo è riunire la maggioranza per decidere come procedere in una seduta che si preannuncia davvero lunga, essendo stati votati solo 2 emendamenti su 2000.

 

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