Puglia, la terra che lancia l’appello: sviluppo, turismo, infrastrutture

SALENTO- “La Puglia è uno di quei film i cui set brulicano di magnifici affreschi pittografici, ma la cui trama lenta e passiva lascia addosso un incolmabile senso di malinconia”. Lo afferma Leonardo Lanzilao Coordinatore Provinciale Movimento Regione Salento. “Un po’ come succede nel Gattopardo, in cui un formidabile Luchino Visconti utilizza questo contrasto per veicolare con successo un messaggio avvilente ed elegiaco: la storia di una terra intrappolata in una fatale paralisi storica, in cui nulla sembra voler andare avanti. Non occorre -continua- perspicacia per capire che questa metafora non vuole complimentarsi per le spiccate capacità artistiche coi registi regionali, che fanno scorrere un’infinita scena marittima in cui nulla accade, in sale di cinema sempre più vuoti.

C’è da chiedersi quand’è che accadrà qualcosa in questa proiezione monotona.Certamente, l’onda anomala del Covid potrebbe rappresentare un confortevole alibi in cui trovare rifugio per attribuire la paralisi pugliese a cause di forza maggiore. Da professionista ed esperto di marketing territoriale da più di venticinque anni, però, non posso esimermi dal notare che la stasi vigente è un comune denominatore di questo momento storico e di quello pre-Covid. Per questo motivo, proprio in seno all’emergenza, ho avvertito crescere il sentimento di affiliazione che mi lega al Movimento Regione Salento, all’interno del quale ho il piacere di svolgere il ruolo di coordinatore provinciale.

Il motivo è che, in un anfratto storico difficile per tutti, ho visto determinarsi in questo gruppo affiatato la convinzione che il vero motore dell’azione sia l’iniziativa. Parlando in termini esemplificativi più concreti, ci sono volute tanta inventiva e una buona dose di volontà per condurre operazioni di solidarietà nei confronti dei nuclei famigliari più bisognosi, in assenza di risorse materiali da poter spendere per questo proposito.

L’esperienza a sostegno della causa di Cuore Amico è stata il punto di partenza della mia riflessione su quanto si possa fare, quando il carburante sono impegno e determinazione. Nulla può compensare l’assenza di questa spinta propulsiva, nemmeno la disponibilità di risorse capitali. Considerazioni come questa trovano riscontro pratico, per esempio, nel fatto che diversi fondi, soprattutto europei, destinati alla regione Puglia, vengono purtroppo trasferiti a rimpinguare regioni altre (anche extranazionali), non essendo richiesti dalla nostra.

Oppure, nella scarsa efficacia informazionale generante l’inutilizzo dei finanziamenti da parte degli attori turistici. Perché i governi regionali lasciano che questo accada? La risposta è tanto banale quanto da rimarcare doverosamente. La risposta è de cercarsi nell’assenza di una mission politica articolata e lungimirante, che possa convertire la Puglia in un territorio le cui immense risorse vengono valorizzate ed incentivate, piuttosto che sfruttate nella breve ed affannosa maratona estiva. Se è vero che ogni area dovrebbe giovare delle ricchezze che custodisce, perché in quella nostrana assistiamo alla loro ignoranza? Sono insistentemente trascurati l’incorruttibile bellezza del mare e il fascino dei nostri centri storici e parchi archeologici, abbandonati ad un triste destino di incuria.Ancora più sconfortante, è la mancata valorizzazione della professionalità dei cittadini pugliesi, che potrebbe essere impiegata in modo ottimale in una regione dalla conclamata vocazione turistica.Impossibile non guardare con occhio critico alla mancata realizzazione della S.S. 275. Il fantasma dell’arteria viaria strategica per lo sviluppo del Salento aleggia da decenni, senza incontrare concretizzazione alcuna. Ma ad essere dolente, purtroppo, è tutta la situazione riguardante i trasporti. Le approssimative condizioni delle strade, delle segnaletiche, l’inedaguatezza di ferrovie e aeroporti, l’inesistenza di collegamenti fra questi e le zone costiere rendono qualsiasi spostamento interregionale un’impresa scomoda, oblunga ed impraticabile.

Come potrebbe la nostra regione rispondere efficacemente alle diversificate esigenze di soggiorno? Bastano poche settimane di boom a trasferire la luce dei riflettori dall’incanto dei panorami all’assenza di solide basi politico-strategiche. Non possiamo certo aspettarci che brevi periodi di folle e feste possano convertirsi in occupazione e ricchezza rigogliose e diffuse, florido sviluppo, senza una guida politica capace di orientarli strategicamente. Non per caso, il fatto che turismo non eserciti ancora una forza economica trainante è confermato dai dati occupazionali e del Pil, che si dimostrano persistentemente deficitari.Per smettere di guardare un film senza lieto fine, bisogna scegliere di mettersi nelle mani di chi non vuole assistere, da mero spettatore, al susseguirsi imperturbabile di scene immote. Bisogna affidarsi -conclude Lanzilao- a chi manifesta una seria e conclamata vocazione alla regia.Se non ora, quando?”.

 

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