Agricoltura in crisi, +22% di bombe d’acqua nei primi 6 mesi del 2020: in 10 anni persi 3 miliardi

LECCE – “Un’estate in crisi con repentini e violenti fenomeni di clima tropicale e un aumento del 22% dei nubifragi rispetto allo scorso anno”. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia all’indomani dell’ennesima furiosa ondata di maltempo che ha colpito la regione.

Bombe d’acqua, grandine e vento forte nelle province di Foggia e a Lecce con epicentro a Campi Salentina, Guagnano e Nardò, con campi allagati e colture in stress idrico: un fenomeno in crescita che nell’ultimo decennio all’agricoltura pugliese è costato 3 miliardi di euro persi.

“I fenomeni estremi, oltre ad azzerare le produzioni, danneggiano le piante, le strutture, serre e tendoni, con episodi violenti e controversi che si abbattono sulle campagne – relaziona Coldiretti – Sono evidenti le conseguenze dei cambiamenti climatici, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma. I primi 6 mesi del 2020 ne sono la testimonianza: l’inverno bollente ha lasciato il posto ad una primavera pazza e si sono succeduti numerosi eventi estremi, come 3 tornado di cui due in provincia di Bari e 1 in provincia di Lecce, 10 grandinate violente nel barese e sul Salento, 2 trombe d’aria nel barese e nel foggiano, e poi frequenti nubifragi improvvisi, oltre alle nevicate di febbraio, le gravi gelate del 24 e 25 marzo scorsi e la violenta grandinata del 6 luglio scorso in provincia di Taranto, a Massafra, Castellaneta, Martina Franca, Manduria e Avetrana”.

C’è poi un altro dato. Il clima impazzito determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente, dunque, rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo. Il colpo di grazia su un territorio già fragile: basti pensare che il 78% dei comuni pugliesi è anche a rischio idrogeologico.

 

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