Da Emiliano proroga per Cassano e doppia preferenza. Ma l’Arpal spacca ancora l’Aula

BARI – Un unico articolo, stringato da porre al vaglio del Consiglio regionale, unico organo deputato a decidere: “Ogni elettore ha facoltà di attribuire massimo due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento della preferenza successiva alla prima, scrivendo i cognomi su ciascuna riga posta a fianco del contrassegno”. E’ la proposta della giunta regionale per la parità di genere nelle liste elettorali.

La giunta regionale ha approvato la bozza che ora, come detto, dovrà passare al vaglio dell’aula di via Gentile il prossimo 15 luglio. Un unico articolo che modifica la legge elettorale esistente, sfoltito da qualsiasi altro punto diviso all’interno della maggioranza. Perché la legge elettorale, da tempo, è oggetto di discussione tra i banchi di maggioranza e opposizione che non hanno mai trovato la quadra. Un esempio, divisivo: la proposta di sospendere la carica di consigliere se nominato assessore.

Un solo emendamento è sufficiente, insomma,per adempiere alle sollecitazioni del governo centrale e chiudere la partita in fretta prima della fine della legislatura. La Puglia non aveva adempiuto alle disposizioni della legge nazionale del 2016 che disponeva la parità di accesso fra donne e uomini alle cariche elettive. “La parità di genere – scrive il governatore nella sua relazione – è un punto del programma della Regione”.

La legge elettorale pugliese, sotto il profilo del rapporto tra candidati di sesso diverso, ad oggi prevede il rapporto massimo 60-40 nella composizione delle liste.

Dunque, il 15 sarà l’aula a decidere. Se la seduta filerà liscia, cosa che non è accaduta in questa volta. I lavori sono finiti per mancanza di numero legale. Dopo l’ok alla legge per la valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto e per il censimento e la mappatura degli impianti da fondi rinnovabili a servizio degli edifici pubblici, a creare il fuoco incrociato è stato l’ultimo emendamento ad una legge che prevedeva la sospensione delle procedure concorsuali nelle agenzie regionali, con particolare riferimento seppur taciuto all’Arpal. Emendamento proposto dal centrodestra, supportato dai consiglieri Liviano e Di Gioia della maggioranza. Nemmeno la mediazione di sospendere le procedure di assunzione sino al 30 settembre e solo per i contratti a termine, ha convinto la maggioranza che ha abbandonato gli scranni facendo cadere il numero legale.

Il tutto mentre la giunta prorogava l’incarico proprio al commissario straordinario dell’Arpal, Massimo Cassano, pomo della discordia e causa di numerosissime fumane nere del Consiglio regionale. 

 

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