La vittoria con la Lazio riaccende il Lecce. Un giorno di riposo poi testa al Cagliari

Foto US Lecce, Anza e Marco Lezzi

LECCE – Una serata particolare iniziata sulle note della musica del Maestro Ennio Morricone che accompagna l’ingresso delle squadre in campo e seppur lo stadio fosse vuoto, senza la passione dei tifosi a causa del protocollo anti-Covid, i brividi hanno attraversato la schiena di chi davanti allo schermo si preparava ad assistere a Lecce – Lazio.

Dopo sei sconfitte consecutive in casa giallorossa forse nessuno ci credeva veramente, ci sperava ma non ci credeva, eppure la squadra di Liverani gioca dai primi minuti un buon calcio e passa subito in vantaggio con un capolavoro di Mancosu. Nemmeno il tempo di guardare in cielo e la VAR straccia via la poesia d’un attimo. Torna lo scoramento per un finale di stagione negativo.

Poi la leggerezza di Gabriel e il gol di Caicedo avrebbero spezzato le gambe anche ad un cavallo da corsa ma il Lecce di Liverani è un bulldog che danza sulle punte. Falco disegna sulla testa di Babacar il gol del pareggio e la luce si riaccende; nei minuti di recupero della prima frazione Mancosu sbaglia un rigore, proprio lui l’implacabile cecchino dal piede vellutato ma neanche in questo caso la squadra si arrende.

Il Lecce è vivo, gioca bene, la Lazio è in difficoltà e ad inizio secondo tempo arriva il gol di Lucioni che mette alle spalle degli avversari un macigno.

L’odore dei tre punti è forte e sostituisce quello acre dei fumogeni d’una Curva vuota.

Nel finale è bagarre: accade di tutto ma il Lecce non molla di un centimetro. Curioso e grave il morso di Patric a Donati che quest’anno non si sta facendo mancare nulla, dopo il calcio in faccia subito da Bonazzoli, nella gara con la Samp, riceve il morso sul braccio da parte del calciatore laziale, questa volta però protesta animatamente e la VAR interviene. La Lazio chiude in dieci uomini, dieci come i minuti di recupero concessi e mentre stanno per passare i titoli di coda c’è ancora tempo per il miracolo di Gabriel che riscatta qualche leggerezza dicendo di no a Milinkovic-Savic e mette in cassaforte tre punti importanti.

Una vittoria di carattere e di personalità, una vittoria arrivata col gioco e con la testa, una vittoria che allontana le ombre. Da valutare le condizioni di Babacar uscito per un dolore ma è comunque una notte magica che riconsegna anche Majer e Deiola a Liverani.

Il tecnico romano avverte tutti:

Una vittoria pesante per sbloccarli a livello mentale; non si può non giocare a calcio, noi possiamo arrivare al risultato solo giocando, una squadra propositiva può vincere o perdere, una squadra non propositiva perde.
A livello mentale la squadra sarà più libera e adesso qualcuno che aveva fatto i conti senza di noi deve farli insieme a noi fino alla fine”.

Per i giallorossi qualche ora di riposo per scaricare l’adrenalina ed eliminare la fatica dalle gambe e dalla testa, qualche ora con i propri cari e poi da giovedì pomeriggio testa al Cagliari; domenica in terra sarda ci sarà da combattere una nuova battaglia sportiva ma una cosa è certa, la squadra di Liverani lotterà fino alla fine.

M.Cassone

 

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