Il papà di Ylenia non si arrende: “Mia figlia non morì per colpa sua”

LECCE – Mentre nel tribunale in via Brenta si teneva l’ultima udienza nel processo civile per la morte di Ylenia Attanasio, scomparsa tragicamente l’8 luglio 2007, quindi esattamente 13 anni fa, suo padre Rosario ha allestito un banchetto all’esterno. Un banchetto inusuale, perché ha steso, come panni ad asciugare al sole, tutti gli atti dei processi, le testimonianze, gli scambi di mail e gli articoli di giornale per urlare che no, non è stata Ylenia a provocare la propria morte a soli 23 anni.

A bordo del suo scooter, sulla Alezio-Gallipoli, fu travolta da un’auto, mentre lei era intenta a svoltare a sinistra, per entrare in un’area di servizio. Chi guidava quell’auto è stato assolto. Ma questo padre, sulla base di testimonianze e calcolu di velocità e tempi, è convinto che la sua giovanissima figlia sia morta per l’imprudenza di chi era al volante.

Ci sono state diverse versioni della ricostruzione della dinamica, Rosario ha accusato alcuni testimoni di essere assolutamente dei falsi testimoni; nella vicenda c’è stata anche l’improvvisa morte di un giovane che aveva dato la propria versione.

In aula, intanto, i giudici si sono presi qualche giorno di tempo per verificare che tutti i documenti siano in ordine. E forse ci sarà un ulteriore rinvio perché l’emergenza sanitaria data dal Covid ha sospeso le notifiche degli atti.

 

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