Feste popolari e sagre: da domani si può ripartire. Ecco le linee guida

PUGLIA – Alcune sagre sono già state rinviate e questo perché – hanno lamentato gli ambulanti a più riprese – i tempi stretti non consentono di lavorare in serenità e ottemperare a tutte le procedure burocratiche. Intanto in mattinata, con apposita ordinanza regionale, sagre, feste e fiere locali in Puglia sono state sbloccate a partire da domani.

Contestualmente sono state approvate le Linee guida contenenti le misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid idonee a consentire la ripresa delle attività.

In primis – si legge – è auspicabile, al fine di limitare l’afflusso eccessivo di pubblico, la presenza contemporanea nei diversi Comuni di eventi analoghi. L’obiettivo -spiegano dalla Regione- è quello di distribuire la stessa popolazione su un territorio più vasto evitando che cittadini di diversi comuni limitrofi si ammassino in un unico centro.

Secondo puntio: In tutte le attività e le rispettive fasi di svolgimento devono essere messe in atto misure che favoriscano il distanziamento interpersonale. In particolare:

– garantire percorsi di accesso regolamentati, anche mediante segnaletica a terra, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita, facendo particolare attenzione a non creare assembramenti e ingorghi nei flussi di persone;

– approntare un numero adeguato di botteghini per la distribuzione di scontrini-acquisto per evitare code ed assembramenti; la postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi in plexiglass), favorendo, ove possibile, modalità di pagamento elettronico e gestione delle prenotazioni online.

Bisogna poi assicurare la presenza di postazioni per la disinfezione delle mani, pulire frequentemente aree comuni e superfici esposte al pubblico, informare gli avventori sulle regole e promuovere l’uso dell’app immuni. E ancora: l’uso della mascherina, laddove non sia possibile distanziarsi, è obbligatorio per operatori e gestori. Ai Comuni l’onere di scaglionare gli ingressi e monitorare eventuali aggregazioni.

Ci sono poi alcune misure bollate come “valutabili” a seconda della situazione. Ad esempio un maggiore distanziamento dei posteggi.

E poi per la distribuzione dei tavoli per la consumazione di cibo -si legge- devono valere le regole previste per la ristorazione, permettendo a gruppi di conviventi di sedere allo stesso tavolo e di mantenere una distanza minima di 1 metro fra avventori seduti a tavoli differenti.

Monitorare in modo capillare sul rispetto di queste regole negli eventi aggregativi per eccellenza sarà, dunque, la vera sfida.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*