Dalla Regione sì alle feste e sagre. Ma per gli ambulanti è troppo tardi

BARI – Le feste popolari e le sagre potranno riprendere. La Regione ha formulato le linee guida che presto saranno emanate. Varranno anche per le feste patronali, naturalmente, ma l’ultima parola, su quel tipo di evento, spetta alla Curia.

Intanto, dunque, si potranno riprendere una parte degli eventi tipicamente estivi. Le linee guida, in buona sostanza, spiega l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, ricalcano quelle già emanate per altri settori e che, in pratica, non sono che pezzi che compongono la festa popolare.

Spieghiamo meglio: i concerti all’aperto hanno le proprie regole, i mercati anche, quindi si tratterà di mettere insieme le varie componenti per ottenere le linee guida per le feste popolari. Se ci saranno ingressi contingentati lo si capirà non appena saranno diffuse, ciò che è certo – spiega Lopalco – è che gli assembramenti saranno vietati quindi con l’aiuto della Protezione Civile si garantirà il distanziamento sociale, per consentire di svolgere la festa in tutta sicurezza.

Gli ambulanti del settore, che già avevano manifestato un paio di settimane fa sempre a Bari, hanno ricevuto la notizia quando erano già in sit in davanti alla sede della Regione Puglia. “Troppo tardi” dicono.

“Sì hanno aperto le feste e le fiere – spiega la delegazione del Salento – ma stiamo aspettando ancora le loro linee guida, da marzo aspettiamo che le manino“. “Siamo fermi da ottobre dell’anno scorso”. “Finché le emanano è passato anche luglio, la stagione è giocata. Ci serve ormai solo un sussidio, ormai le feste saranno finite e noi lavoriamo fino a settembre”. “Ormai – proseguono – siamo al primo luglio, fino a quando emanano il decreto, i comuni dovranno fare il bando, ci vogliono 30 giorni per far sì che sia esecutivo. Bene che ci va, dopo la graduatoria, ci danno il posto a settembre. Che dobbiamo fare ormai?”. “Per gli anni futuri devono togliere il decreto che impone la responsabilità penale agli organizzatori, ai comuni, perché rischiamo che nemmeno l’anno prossimo faremo le feste”.

 

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