Covid, guariti ma di nuovo positivi. Ci si riammala? Lopalco: “Residui di virus”

BARI – L’ultimo caso in ordine di tempo è accaduto nel reparto di Chirurgia Toracica del Fazzi. Un paziente guarito da oltre un mese è risultato nuovamente positivo. Il 17 giugno era toccato ad un paziente ricoverato nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale leccese. Anche lui era guarito dal covid, ma il tampone era tornato positivo. Il primo caso, il 5 maggio ha riguardato una anziana, negativizzata e trasferita nella rsa, risultata però nuovamente positiva.

Che succede, dunque? Ci si riammala di covid? “Dalle evidenze che abbiamo – spiega il professor Pierluigi Lopalco, a capo del Coordinamento Emergenza covid della Regione Puglia – probabilmente si tratta di residui di virus che rimangono nelle cellule per settimane, se non per mesi. Ma sono residui e non è un segnale di attiva riattivazione del virus“.

Dunque no, i casi registrati in Puglia non sono la spia di un ritorno della positività, evento sul quale sono ancora in corso studi ma che non dovrebbe essere possibile, non nell’immediato almeno. Ma anche in altri regioni si sta verificando la stessa cosa, motivo per cui ora si riuniranno tutti i dati raccolti in tutta Italia per fare il punto. “Ci stiamo anche confrontando con altre regioni – prosegue l’esperto – in attesa che il comitato tecnico scientifico si esprima su questo tema. Anche in altre regioni si sta verificando spesso questo fenomeno. Sono deboli positività che possono essere considerati dei negativi. Daremo linee guida – conclude il professore – che dicano qual è la soglia di positività che possa suggerire una contagiosità e quella di una positività debole tale che una persona possa stare in comunità senza essere bloccata”.

 

 

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