Omicidio Petrachi: la Cassazione dice no alla revisione del processo per Camassa, che resta all’ergastolo

MELENDUGNO – Non si riaprirà il processo a Giovanni Camassa per l’omicidio di Angela Petrachi. La Cassazione ha rigettato la richiesta dell’avvocato dell’agricoltore di Melendugno.

La difesa di Camassa chiese la revisione del processo basandosi su un nuovo elemento, un altro Dna isolato sul luogo del delitto. La novità arrivava dalla consulenza redatta del prof. Adriano Tagliabracci, docente di medicina legale presso l’Università delle Marche e genetista forense, che si è occupato, tra gli altri, degli omicidi di Meredith Kercher e Melania Rea.

Il caso è quello dell’omicidio, efferato, di Angela Petrachi, giovane mamma di due bambini, di Melendugno, violentata e uccisa alla fine di ottobre del 2002. L’assassino si accanì anche sul corpo senza vita della vittima. Nel 2003, fu arrestato il trattorista Giovanni Camassa, ma nel 2007 il verdetto in primo grado fu di assoluzione “per non aver commesso il fatto”.

Nel 2012, in Appello, la sentenza fu ribaltata con una condanna all’ergastolo per omicidio aggravato, violenza sessuale e vilipendio di cadavere. Sentenza confermata in Cassazione. Poi, l’avvocato Ladislao Massari, che rappresenta Camassa, chiese la revisione del processo alla Corte d’appello di Potenza e depositò il nuovo elemento, ovvero la “comparsa” di un dna diverso da quello del suo assistito. Ma l’istanza fu rigettata e il legale presentò ricorso in Cassazione.

“Quello che chiediamo -disse a marzo 2019 l’avvocato Ladislao Massari- non è che Camassa venga giudicato innocente, ma che si riapra il procedimento per rivalutare la sua posizione alla luce dei nuovi elementi”. Ora la Cassazione ha detto no: non si annulla la decisione della Corte d’Appello. La Corte suprema ha rigettato il ricorso contro la decisione della Corte d’Appello di Potenza, che aveva giudicato inammissibile la richiesta di riaprire il caso sulla base di nuove prove.

 

 

 

 

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