Omicidio davanti al fast food: 16 anni e mezzo a Simone Paiano

MAGLIE- Mattia Capocelli fu freddato con un colpo di pistola alla gola. Aveva 28 anni. L’omicidio avvenne nella notte tra il 24 e il 25 aprile del 2019 davanti a un fast food mobile a Maglie, in via Don Luigi Sturzo. A sparare, fu Simone Paiano, 26enne, magliese come la vittima, reo confesso. Simone era da poco uscito dal carcere, dove era finito per questioni di droga. E sempre legato allo spaccio di droga è, per gli inquirenti, il movente. Paiano è stato ora condannato in abbreviato a 19 anni e quattro mesi di reclusione, inflitti dal giudice per l’udienza preliminare Marcello Rizzo. 16 anni e 5 mesi per omicidio volontario; i restanti, per la detenzione abusiva dell’arma. Condannato anche al risarcimento ai familiari della vittima per 450mila euro. Paiano raccontò di essersi solo difeso, perché fu attirato lì con l’inganno e circondato. Riportò infatti delle ferite. Aveva manifestato l’intenzione di occuparsi dello spaccio per conto suo e di non voler sottostare a “Padreterno”, al secolo Francesco Amato, ritenuto a capo del gruppo criminale di cui avrebbero fatto parte Capocelli, Maraschio, Cananiello e Marsella, che avrebbero partecipato all’aggressione ai danni di Paiano. E che sono stati condannati a un anno e 5 mesi ciascuno per sequestro di persona, lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma.

Condannato a un anno per favoreggiamento Domenico Tunno; assolto dallo stesso reato, per non aver commesso il fatto, Giorgio Rausa; a processo andrà Pierluigi Esposito.Dopo aver letto le motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro 90 giorni, gli avvocati di Paiano, Dimitry Conte e Amilcare Tana, presenteranno ricorso in Appello. Per loro, il giovane sparò solo per legittima difesa.

 

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