Ex Ilva, è il giorno del piano di rilancio. Duro Patuanelli: “Non sarà in linea”

TARANTO – È prevista in serata la tanto attesa presentazione da parte di Arcelor Mittal del famigerato piano di rilancio del colosso del siderurgico di Taranto. Il clima è teso anche perché, a 24 ore dalla proposta, il gruppo Franco-Indiano ha richiesto una nuova cassa integrazione per più di 8 mila operai.  Il Ministro Patuanelli in mattinata è tornato a gamba tesa sull’argomento, non concedendo altre chance ad Arcelor. “Dò ormai per scontato – ha dichiarato durante un’ospitata radiofonica – che arriverà un piano non in linea con quanto discusso a marzo e con quanto si aspetta il governo”.  E ancora: “Lo dico senza troppi giri di parole, se Arcelor ha deciso di andarsene se ne andasse e la finiamo qui”. Patuanelli ha definito poi “inaccettabile” la “profondità con cui cui si fanno tagli rispetto alle previsioni occupazionali, preannunciando di contro anche un piano strategico nazionale per il settore dell’acciaio, in cui pare “inevitabile” che entri lo Stato.  “Bisogna ragionare in termini di filiera -ha rimarcato Patuanelli sul siderurgico- se guardiamo le cose singolarmente,  oggi facciamo un errore”.  Sulla nuova richiesta di cassa integrazione, che aggancia temporalmente quella Covid, i sindacati insorgono.  “ArcelorMittal continua a trincerarsi dietro gli ammortizzatori sociali -dicono- il governo deve intervenire subito, non può rimanere alla finestra o addirittura ancora al primo tempo. Qui c’è gente che vuole lavorare, salvaguardando la propria dignità”. La Fim Cisl, per questo sabato, ha confermato lo sciopero di 24 ore nei reparti Ima Est e Ovest, dacché l’azienda non ha mostrato alcuna disponibilità a ridurre il numero dei lavoratori da collocare in Cassa Integrazione.

 

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