Liverani: “Algoritmo? Non credo sia una cosa intelligente, non mi piace”

Fabio Liverani, 43 anni, allenatore del Lecce

LECCE – Il mister dei miracoli giallorossi, Fabio Liverani, a poco più di due settimane dalla sfida interna col Milan, gong del nuovo inizio del Lecce, ha fatto il punto della situazione di questo tour de force incredibile che vedrà le squadre impegnate ogni 72 ore e lo ha fatto partendo appunto da una curiosità sul calendario:

Liverani e Shakhov (foto P.Pinto)

Più o meno è quello che avevamo lasciato, cioè avevamo il Milan di lunedì e l’anticipo con la Juve al venerdì, quindi sotto questo punto di vista non è cambiato nulla, per tutto il resto sapevamo benissimo che in caso di ripartenza si sarebbe giocato ogni tre giorni e questo vale per tutte le squadre”.

Proprio gli impegni ravvicinati richiederanno la massima attenzione e una capacità notevole al cambiamento, tenendo conto anche del rischio infortuni; nella prima gara ad esempio al Lecce mancherà Donati squalificato e Dell’Orco convalescente dopo l’intervento di ernia inguinale e servirà già una squadra camaleontica:

Sicuramente abbiamo dovuto cambiare per questo mini campionato che è come un Europeo o un Mondiale, quindi l’ipotesi di una difesa tre o di un centrocampo diverso fa parte del percorso di queste 12 partite perché dobbiamo essere bravi a cambiare sia dall’inizio che a gara in corso. Il rischio infortuni è molto alto; per un atleta che nel pieno della stagione si ferma per 70 giorni e poi riparte con uno sforzo incredibile, a temperatura elevata il rischio è alto, da parte degli staff c’è attenzione e programmazione ma ad incidere molto sarà la fortuna”.

Liverani e Coppola (foto US Lecce)

I suoi ragazzi stanno bene e si stanno preparando sia fisicamente che mentalmente poi ci sarà lo start e dopo quel momento sarà tutto un susseguirsi di eventi dove la parte psicologica farà la differenza:

È un gruppo responsabile, di professionisti, sanno che ci giochiamo qualcosa di unico, la permanenza in A; tutti vogliamo mantenere la categoria e dobbiamo colmare le differenze con le altre squadre con le nostre armi che sono la concentrazione, l’attenzione e la voglia che ci deve essere dentro di noi per un risultato unico.
L’allenamento vero è fino all’inizio dei giochi poi, giocando ogni 3 giorni, ci si allenerà poco e bisognerà gestire le energie psico fisiche e il recupero. Dopo la partita c’è lo scarico, poi la rifinitura… dobbiamo essere bravi ad allenarci fino alla partenza diventando più squadra possibile.
Sicuramente sono convinto che dalla testa parte il resto, se la testa è concentrata il corpo e le gambe vanno, se non saremo pronti a questo sarà un problema”.

In caso di nuovo stop le retrocessioni potrebbero essere decise dall’algoritmo annunciato da Gravina che sta facendo discutere molto, coefficienti e numeri al posto di gol ed emozioni, la matematica al posto del campo, Fabio Liverani non le manda a dire, è molto diretto:

Non ho approfondito, non credo sia una cosa intelligente, credo che trovare tutte le cose alternative al risultato del campo non faccia bene e quindi non è una cosa che prendo in esame, non è compito mio, se dovesse dipendere da me non è una cosa che non mi piace”.

Liverani che abbraccia il figlio il giorno della promozione in A del Lecce (foto US Lecce, Anza e Marco Lezzi)

Non c’erano dubbi su questo, un uomo di calcio, come il mister del Lecce, desidera giocarsela sul rettangolo verde tra tattiche, schemi ed emozioni che se gestite bene possono portare al miracolo di un nuovo risultato, una salvezza dopo due promozioni di fila, mai accaduto nella storia del club salentino, e ci sarà dunque tempo per fare esplodere la felicità in un abbraccio.

M.C.

 

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