Alberghi, è un tiepido 2 giugno: aperti in pochissimi. Si confida nell’estate

SALENTO- Il primo ponte festivo successivo al lockdown non sancisce la ripartenza delle strutture ricettive del territorio: applicare le linee guida, rese note a metà maggio, richiede tempo. La gran parte degli alberghi e dei villaggi riaprirà, di fatto, a fine giugno. Si è temporeggiato per questioni di tipo tecnico ma anche di opportunità: la riapertura dei confini regionali, a partire da questo 3 giugno, non avrebbe di certo consentito introiti e prenotazioni consistenti all’interno dello stesso territorio regionale. Sta di fatto, però, che chi ha aperto, ad esempio il Grand Hotel Riviera (della catena CDS Hotels) a Santa Maria al Bagno, ha registrato quasi il tutto esaurito. Prenotazioni da Bari, Foggia e Taranto per di più. La voglia di staccare la spina, dopo oltre due mesi di chiusura nelle quattro mura domestiche, c’è e come. Per questo si confida nella ripresa estiva.

Ci spostiamo a Otranto e Porto Cesareo. Qui a parlare è il titolare di due strutture ricettive, Antonio Quarta, patron del caffè salentino per eccellenza. La ripartenza avverrà, anche in questo caso, a fine giugno per garantire sicurezza e un’adeguata accoglienza ai vacanzieri. Le previsioni estive sono più che ottimiste, complice l’andamento del contagio nel Salento ridotto, ad ora, ai minimi termini.

C’è un però. E a delinearlo è Mimmo De Santis, Presidente di Federalberghi Lecce. “Resta il nodo collegamenti – dice – le strutture hanno fatto la loro parte, adesso la palla passa al Governo. L’aeroporto di Brindisi deve essere riattivato in toto – incalz a- non c’è ripartenza senza le infrastrutture adeguate. È tempo, adesso più che mai, di far esplodere concretamente il potenziale di questo territorio – conclude – per farne ripartire l’economia a 360 gradi. Il turismo straniero garantisce circa il 30% delle presenze nelle strutture ricettive: non possiamo permetterci altre perdite, oltre a quelle totali che registreremo fino al mese di giugno. Ciascuno deve fare la propria parte”.

E.Fio

 

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