“La Fontanella” di Soleto verso la chiusura, pesa la relazione shock stilata da Asl

SOLETO –  A pesare sulla volontà della Regione di far chiudere la Rsa “La Fontanella” di Soleto è stata la relazione shock stilata dal dottor Silverio Marchello, intervenuto sul posto dal momento del commissariamento Asl del più grande focolaio Covid del territorio. Ad oggi sono morti 21 dei 91 anziani ospiti della struttura sulla quale è stata aperta un’inchiesta con l’accusa di “abbandono di incapace” che conta tre indagati: direttrice, amministratore e responsabile sanitario.

Il 26 marzo i due medici Asl intervenuti nella struttura, i dottori Silverio e Mattia Marchello, si ritrovano davanti una situazione -citiamo testualmente- “a dir poco impressionante”. Nella relazione stilata dal Dottor Silverio Marchello si legge: “All’arrivo in struttura le condizioni igienico-sanitarie di ospiti e luoghi sono apparsi sin da subito a dir poco impressionanti. Ospiti riversi per terra e sporchi di propri escrementi, madidi di urine maleodoranti e stantie, visibilmente disidradati, affamati e con piaghe da decupito non trattate da diversi giorni. Ed ancora più drammatica – si legge ancora – la situazione di ospiti con patologie neuropsichiatriche in evidente stato di agitazione psicomotoria. Si può affermare -scrive ancora il dirigente medico- che si trovassero in quelle condizioni da circa 4/5 giorni”. Non solo.

Pavimenti sporchi di deiezioni e urine, piatti con alimenti ammuffiti sui tavoli e per terra, lo sporco era evidente anche nei bagni privi di aciugamani e carta igienica. Indumenti sporchi sparsi dappertutto, letti con lenzuola e materassi sporchi di deiezioni“. E ancora: “Nel seminterrato stipati in un armadio, farmaci scaduti, senza confezioni o smezzati. Quelli da conservare in frigo erano ammassati su un carrello”. Un quadro a dir poco caotico tanto che “nel marasma -scrive Marchello- abbiamo incontrato enorme difficoltà a identificare ogni singolo ospite”. I dati forniti su questi ultimi sono stati, precisa ancora, “frammentari, trasmessi a più riprese utilizzando fogli di carta scritti a mano e inviati tramite whatsapp al personale sanitario in servizio”.

“Assenza totale di assistenza che ha contributo all’aggravamento delle condizioni degli ospiti”: così la Regione motiva dunque il procedimento avviato per la revoca dell’autorizzazione al funzionamento della Rsa, che è preludio di chiusura e per il quale i 16 ospiti restanti saranno trasferiti in altre strutture idonee.

Dal canto suo la società che gestiva la Rsa, e che si è sempre detta certa di aver operato nel pieno rispetto della Legge e al massimo delle proprie possibilità in quel momento, ha dieci giorni di tempo per presentare le controdeduzioni.

E.Fio

 

 

 

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