Aria irrespirabile a Brindisi: erano benzene e toluene. Il sindaco: giusta decisione stoppare Versalis

BRINDISI – Il valore massimo è quello registrato nel perimetro dello stabilimento Petrolchimico il 17 maggio a mezzogiorno: 35 microgrammi/metrocubo di inquinanti nocivi, ovvero tra 200 e 300 volte superiore ai normali trend orari. Sono i dati del report preliminare sulla qualità dell’aria tra il 16 e il 20 maggio, periodo in cui erano previste le attività di manutenzione da parte di Versalis. Ecco cos’hanno respirato i brindisini in quei giorni: il fortissimo odore acre ha fatto scattare tantissime segnalazioni da parte dei cittadini di diversi quartieri. Ora si sa a cosa fosse dovuto: picchi delle concentrazioni di benzene e di toluene. Il 20 maggio, nello stabilimento petrolchimico sono arrivati i tecnici Arpa per un sopralluogo. e Lo stesso giorno, il sindaco Riccardo Rossi ha firmato un’ordinanza con cui ha immediatamente stoppato l’attività dell’impianto, rilevando che l’aria irrespirabile si riscontrava “in concomitanza del funzionamento delle torce dello stabilimento di Versalis attivatesi per problematiche relative alla manutenzione degli impianti”. “In particolare -scrive ora il primo cittadino- è emerso chiaramente un importante e diffuso fenomeno di inquinamento di benzene rivelato in diverse fasce orarie nelle cabine presenti nell’area di Brindisi in maniera molto marcata nelle centraline Terminal Passeggeri, via Dei Mille, Casale, Sisri in zona industriale e Micorosa area immediatamente esterna al perimetro del Petrolchimico.

Inoltre picchi molto elevati, superiori anche al valore medio, si sono rilevati anche nelle altre stazioni cittadine negli stessi giorni.

In particolare il 20 maggio tra le 16 e le 17, in cui tanti cittadini hanno segnalato odori acri intensi in città, i valori di benzene sono stati tra 16 e 21 microgrammi/metrocubo (il valore medio annuo non deve essere superiore a 5, ma su otto ore non deve superare 3, secondo il Report delle Protezioni ambientali). Anche il toluene, nota sostanza cancerogena, ha fatto evidenziare netti incrementi nei giorni di fermo e di avvio. Così come preoccupante è anche la circostanza che i forni di cracking risultano, dal 13 al 20 maggio, in stato di guasto con dati invalidi.

Il quadro che ne emerge è chiaro quanto preoccupante per la salute pubblica poichè benzene e toluene sono potenti cancerogeni e le esposizioni, anche a picchi di concentrazione oraria, risultano estremamente pericolose per la salute. Troviamo quindi conferma nel report sulla qualità dell’aria alla nostra decisione di sospendere l’attività degli impianti con un’ordinanza urgente.

È evidente che la tutela della salute non riguarda solo i cittadini di Brindisi ma anche gli stessi lavoratori, viste le rilevazioni della centralina Micorosa nelle immediate vicinanze del perimetro dello stabilimento Petrolchimico, che ha raggiunto i valori massimi per la concentrazione di benzene.

È sempre più necessaria ed urgente l’apertura di un confronto con il governo nazionale per dare a Brindisi la giusta attenzione. La necessità delle riconversioni ecologiche, che riguarda Taranto, la ritroviamo anche nella città di Brindisi. Dobbiamo quindi affrontare un passaggio decisivo con l’obiettivo comune di salvaguardare ambiente, salute e lavoro. Non è più tollerabile dover scegliere tra la salute e il diritto al lavoro. È questo il tema su cui tutti dovrebbero dare il loro contributo anzichè sottrarsi alle proprie responsabilità con dichiarazioni che sono state immediatamente smentite dai fatti”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*