A Copertino invocati i Santi Medici per debellare il Coronavirus

COPERTINO- Il 21 maggio nella giornata della Perdonanza e della Memoria dei Miracoli sono stati invocati i Santi Medici per assicurare protezione al personale sanitario e guarigione ai malati. Mons. Filograna ha presieduto la liturgia.
Copertino vive la Giornata della Perdonanza e della Memoria dei Miracoli in onore dei Santi Medici in comunione ecclesiale con il santuario “Alla Macchia”in Oria con la Solenne celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Fernando Filograna vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli. In questo momento di dolore e tribolazione a causa del coronavirus è stata invocata la protezione dei Santi Medici per tutti gli ammalati, i medici, gli infermieri, gli oss e tutto il personale dell’ospedale San Giuseppe da Copertino che riaprirà le porte il prossimo lunedì dopo una guerra in prima linea contro l’epidemia.
“Con i nostri potenti mezzi digitali pensavamo di essere onnipotenti e invece un virus piccolo e invisibile ha messo a nudo la nostra fragilità – ha sottolineato mons. Filograna – ma ci ha insegnato che non bastiamo a noi stessi”. Ognuno di noi ha bisogno di aiuto, condivisione, solidarietà e carità per superare le tempeste della vita.
La giornata della memoria è stata fortemente voluta dal parroco della Parrocchia Santi Cosma e Damiano, Don Piero Inguscio, per ridare gioia, speranza e guarigione. La gioia cammina a braccetto con l’amore e travalica la solitudine, l’egoismo, la malattia, l’ansia e l’individualismo.
I santi Medici sono testimoni di questa gioia che dovremmo trasmettere, perché non solo siamo stati risparmiati dal contagio, ritornando, seppur con le dovute precauzioni, alle nostre mansioni quotidiane e ad assistere alle celebrazioni liturgiche, ma ha fatto comprendere ai malati che i medici che li hanno curati non si sono limitati a somministrare terapie e farmaci, ma hanno portato anche la carezza di Dio così come facevano i santi medici che testimoniarono con il martirio la loro fede.
Animati da spirito di carità, i santi taumaturghi misero a disposizione le loro competenze mediche, acquisite in Siria, per curare sia i corpi sia le anime nel solco di una missione ispirata da una forza sovrannaturale che consentiva loro di compiere guarigioni prodigiose dispensate senza alcuna ricompensa in denaro e con lo sguardo rivolto in modo particolare verso i poveri e i malati più bisognosi che si convertivano di fronte a quelli che consideravano veri e propri miracoli. Per questo erano amati e oggi come ieri sono venerati come testimoni della fede cristiana, come santi protettori di medici e sanitari e come intercessori che appaiono in sogno, muniti di strumenti chirurgici, per annunciare una guarigione nel modo in cui è certificato in diversi casi nel Salento.

 

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