Tre metri tra gli ombrelloni: accordo tra Regione e imprenditori. Lidi aperti dal 1 luglio

BARI – Torna il sereno sui lidi pugliesi. L’ultimo vertice tra imprenditori del settore e Regione, modifica le precedenti bozze e mette tutti d’accordo sull’ordinanza balneare ora in vigore.

Tutti dovranno obbligatoriamente aprire entro il 1 luglio, sino al 6 settembre.

Tre metri per 3,5: tanto è la distanza che ora dovrà intercorrere fra ombrelloni della stessa fila e tra una fila e l’altra. Una riduzione delle distanze che permetterà agli imprenditori di eliminare tra il 20 e il 10 per cento degli ombrelloni esistenti, non la metà degli stessi come ipotizzato sino ad ora con distanze superiori.

Se sotto lo stesso ombrellone si aggiungono persone non conviventi, come un amico, il lettino o la sdraio aggiunti dovranno mantenersi ad un metro e mezzo di distanza dagli altri.

Ovunque, anche in acqua, la distanza di un metro dovrà essere inderogabile. Restano confermati gli ingressi contingentati al lido, al bar, con la differenza che i servizi non potranno più essere utilizzati da persone che non hanno prenotato un ombrellone nel lido. Questo perché ogni ingresso sarà censito e si manterrà, come nel resto delle strutture, il nominativo nel registro per 14 giorni. Salvi i miniclub, l’animazione in spiaggia ci sarà anche con sedute.

E per la tranquillità di tutti, se mai dovessimo avere bisogno dell’intervento del bagnino, sarà possibile anche la respirazione bocca a bocca, perché un obbligo per i gestori è di inserire nel kit di soccorso anche la pocket mask.

La guardia costiera dovrà controllare che tutto sia rispettato, più del solito. I servizi per i diversamente abili saranno aumentati, 41 dei 69 comuni costieri hanno ottenuto dai bandi regionali i fondi per aumentare le passerelle, corrimani, parcheggi, gazebo, servizi igienici e pedane mobili per l’accesso diretto al mare, oltre alle 200 sedie Job.

Se, dunque, i lidi dovranno attrezzare tutto dal 1 luglio, già dal 25 maggio si potrà andare in spiaggia, qualsiasi essa sia e sino al 30 settembre.

I 69 Comuni costieri potranno svolgere, anche su siti specifici, attività di sorveglianza finalizzata al contenimento della emergenza sanitaria da Covid-19, avvalendosi di volontari, enti pubblici o privati in regime di convenzione. Resta però il dubbio di misure insufficienti sulle spiagge libere.

 

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