Statale 275, sindaci chiamati a esprimersi al buio: mai ricevuto progetto definitivo aggiornato

LECCE- Dovrebbero esprimere entro domani il loro “assenso, dissenso o astensione”, richiesti sulla nuova statale 275 dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, ma gli undici sindaci chiamati a farlo sono orientati a chiedere nelle prossime ore due cose: qualche giorno di tempo in più per poter formalizzare le loro decisioni; i documenti che non hanno mai ricevuto. Perché, per quanto siano predisposti a dare il loro parere favorevole, comunque vorrebbero esprimere un voto consapevole. E per questo devono essere messi a conoscenza della documentazione completa mai giunta ai Comuni interessati alla realizzazione del primo lotto, vale a dire Melpignano, Maglie, Muro Leccese, Scorrano, San Cassiano, Botrugno, Nociglia, Surano, Montesano, Andrano, Tricase.

Il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ha recapitato loro solo tre giorni fa la bozza del suo parere sul progetto definitivo: è dunque su quel parere che i sindaci dovranno dire sì, no o “Mi astengo”. Ma c’è un grande ma: i Comuni non hanno mai ricevuto da Anas quel progetto definitivo adeguato alle osservazioni e prescrizioni avanzate da loro e dallo stesso Consiglio superiore il 22 novembre 2018, nella seduta convocata a Roma. Non hanno idea, dunque, se e come Anas abbia ritoccato il progetto definitivo originario, la cui revisione evidentemente è stata trasmessa al Ministero ma non ai municipi.

Come ricorda la bozza di parere di 38 pagine inviata il 14 maggio dal Consiglio superiore, quel progetto presentava delle lacune importanti, come quelle relative all’elenco prezzi, al computo metrico, al cronoprogramma, al capitolato speciale d’appalto ma anche ad aspetti più tecnici, come quelli viari, idraulici, idrogeologici. Alcuni di questi aspetti restano irrisolti anche ora e spesso si fa rinvio al successivo progetto esecutivo.

A sollevare la questione è anche il Comitato Sos 275: “Nessuno ha visto i tabulati modificati all’interno dei quali spesso si rimanda con faciloneria alla fase esecutiva; eppure si tratta di aspetti importanti come quelli geologici, idrogeologici, di flussi di traffico, etc. Strano che nelle osservazioni del Consiglio Superiore, seppur si citi la delibera dell’Autorità Anticorruzione n. 909/2016, non si faccia minimamente menzione delle discariche tombate che le denunce dei comitati spontanei hanno fatto emergere dal sottosuolo. Quello di cui siamo certi è che se non dovesse rivedersi l’ultimo stralcio del progetto di 23 km, le comunità più penalizzate e devastate sarebbero Montesano Salentino e Castiglione d’Otranto con quei 5,3 km di distruzione di uno dei pochi ecosistemi salentini ancora intatti con chilometri di stradine medioevali e naturali che si districano e fanno di ‘Macchia di Ponente’ uno dei posti ancora salubri del Salento”.

 

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