Elezioni regionali, Emiliano spinge per luglio. I consiglieri no

BARI – Diciannove o 26 luglio: sono queste le date in cui si potrebbero tenere le elezioni regionali in Puglia. Ma per farlo sono necessari alcuni passaggi: anzitutto che il governo riprenda in considerazione l’ipotesi di votare a luglio e non solo ad ottobre. E che il Parlamento approvi quella finestra temporale. Altrimenti saranno in autunno.

E’ quando emerso nel corso della riunione della VII Commissione consiliare riunita per audire il governatore Michele Emiliano che, da sostenitore delle votazioni a luglio, non ha lesinato stoccate al governo centrale. “Non erano questi gli accordi. C’è stata una lesione piuttosto grave del principio di leale collaborazione perché – ha detto Emiliano – in una materia così delicata, improvvisamente il Consiglio dei Ministri, solo perché il Ministro della Salute ha ritenuto che ci fossero delle possibili interferenze epidemiche a luglio, senza neanche un documento che basasse una decisione del genere, ha deciso di chiudere la finestra di luglio. Quindi – ha continuato il governatore – c’è il rischio di un incidente costituzionale gravissimo. I gruppi dei partiti in Parlamento non si sono espressi. Quindi se proprio devo fare il sospettoso, non è detto affatto che la finestra di luglio venga riaperta. Se non viene riaperta, temo che in entrambi gli schieramenti, ma soprattutto nello schieramento del presidente del Veneto, si rischia di aprire delle violentissime polemiche”.

Per Emiliano, dunque, le motivazioni che hanno indotto il Consiglio dei Ministri a stralciare il mese di luglio dalle possibilità di voto, non sono dettate da motivi sanitari perché, ha aggiunto, la seconda ondata epidemica è prevista che arrivi a settembre, ottobre. A quel punto si rimanderebbe di un altro anno l’appuntamento con le urne.

Ma non la pensano così i componenti della Commissione che, da ogni schieramento, si sono detti più favorevoli alla data di ottobre per diverse ragioni: impossibilità di convocare comizi, impossibilità di portare ai seggi gli elettori nel pieno del caldo estivo, mancanza di tempo per raccogliere firme per le liste e azionare la macchina. Per tutti comunque è necessario che partiti non attualmente rappresentati in consiglio, come la Lega, siano consutati nella scelta.

Erio Congedo, presidente della VII Commissione, ha avanzato due richieste: “Se si dovesse votare a luglio, uso e sottolineo il condizionale, magari le elezioni possono svolgersi in due giorni in modo da diluire l’affluenza ai seggi e l’altra proposta è che il numero dei seggi venga raddoppiato o comunque aumentato per evitare assembramenti e file lunghe ai seggi elettorali”.

Il vicepresidente della Regione, Antonio Nunziante rimasto a sostituire il governatore impegnato in riunioni della Sanità in vista delle ripartenze, dopo aver informato sulle ipotetiche date di luglio, ha chiarito che seggi e giorni sono comunque autorizzabili dal governo centrale e che nel frattempo la macchina burocratica è pronta.

 

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