Covid, meno pazienti in terapia intensiva. Nel Salento +22 casi e 3 morti: contagiati 4 sanitari del Perrino

BARI- La buona notizia è che scende ancora il tasso di pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva: in un giorno si è passati dal 3 al 2 per cento.

La curva dei contagi continua a stabilizzarsi e nelle ultime ore sono stati registrati altri 109 casi positivi in Puglia, a fronte di 2.068 test che, come spiegato dal prof. Pier Luigi Lopalco, a capo della struttura per l’emergenza, sono quelli effettuati non in un solo giorno ma spalmati su più giorni. Nelle province salentine, 22 nuovi positivi e tre decessi nel solo Tarantino.

Si contano, in particolare, 15 nuovi contagi nel Brindisino e tra questi ci sono anche due operatori sui 35 della casa di riposo per anziani “Casa Serena” di San Vito dei Normanni. Continua qui l’indagine epidemiologica nelle rsa, ma anche nell’ospedale Perrino dove sono stati effettuati 32 tamponi a dipendenti, degenti e pazienti in Pronto soccorso. Nel corso dello screening sul personale sono risultati positivi quattro operatori sanitari nel reparto di Rianimazione. La direzione sanitaria del Perrino sta valutando con il medico competente i possibili contatti e sta completando gli esami su tutto il personale del reparto.

In questa provincia si arriva a un totale di 527 positivi. Nel Leccese, con ulteriori 5 casi, si giunge a quota 466. Nel Tarantino, invece, sono solo due quelli delle ultime ore, per un totale di 251. 

Male, ancora, il nord della Puglia: +59 a Bari (per complessivi 1.247), + 23 in Capitanata (totali 956), oltre che a +2 nella Bat (totali 360).

I casi attualmente positivi, sui 3.839, sono 2.936, perché sono 531 i pazienti guariti e 372 quelli deceduti. Tra chi ce l’ha fatta c’è anche un cittadino di Melissano, dimesso dall’ospedale dove era ricoverato in quanto i tamponi hanno dato esito negativo. Tra chi non ce l’ha fatta, invece, ci sono anche tre cittadini di Taranto, oltre a un barese e sei foggiani.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 50.410 test. Di questi, la Asl di Lecce ne ha eseguiti circa 6mila, una parte (2.500) effettuati dal Servizio igiene e sanità pubblica e il resto nei laboratori del “Vito Fazzi” di Lecce e del “Santa Caterina Novella” di Galatina. In caso di necessità, quando arrivano da analizzare troppi tamponi in un singolo giorno, interviene in supporto anche il “Cardinale Panico” di Tricase.

“Ogni giorno – dice il direttore generale dell’Asl di Lecce, Rodolfo Rollo – equipe sono in giro per valutare i contatti, fare i tamponi, entrare anche nelle strutture residenziali per non autosufficienti. Tutto questo lavoro si riversa nei laboratori che hanno il vincolo di andare a ricercare il virus”.

Come spiega Vittorio Tassi, medico analista del “Vito Fazzi”, il campione viene inserito in una delle due macchine automatizzate per circa tre ore circa, processando 12 campioni per volta e fino a 300 al giorno. Quelli positivi vengono trasmessi al sito dell’Istituto superiore di sanità. Nei casi di asintomatici, si interessa il Servizio di igiene pubblica, che nel giro di quattro o cinque giorni individua i contatti stretti perché vengano sottoposti a tampone nell’arco di 24 ore.

 

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