La xylella avanza e la Corte Europea censura l’Italia

SALENTO – La pandemia del coronavirus non ci deve fare dimenticare l’epidemia della xylella che continua ad avanzare nel territorio del Salento e non solo. A ricordarlo – secondo l’Avv. Pietro Quinto- è la Corte di Giustizia UE, che, con una recente sentenza, ha censurato la Repubblica Italiana per due specifiche inadempienze.

La prima riguarda l’omessa rimozione nella zona di contenimento estesa 20 chilometri di tutte le piante infestate dal vettore della xylella. L’Italia è venuta meno a uno specifico obbligo per impedire la diffusione di xylella nel territorio dell’unione. La seconda censura riguarda il mancato monitoraggio della presenza della xylella mediante ispezioni annuali da effettuarsi nel momento opportuno durante l’anno. La Corte ha contestato che negli anni decorsi il monitoraggio è stato effettuato nei mesi invernali, e cioè troppo tardi per consentire la rimozione delle piante infette prima che nel periodo primaverile l’insetto-vettore, cioè la sputacchina, torni a diffondere l’infezione. Per questo ritardo – afferma la Corte – l’infezione non è stata bloccata e si è estesa in larga parte della Puglia. L’attualità di questa censura – che può portare all’applicazione di sanzioni economiche – impone che almeno per il 2020, nell’ambito dei lavori agricoli ammessi dal recente DPCM, vengano effettuati i necessari monitoraggi ed interventi di rimozione entro il periodo primaverile. Non va dimenticato che l’espansione della xylella verso il nord continua inesorabile.

E’ stato rilevato che la diffusione del batterio sia ormai arrivata alle porte della provincia di Bari. Sicchè si pone il problema di spostare al Nord il confine delle zone cuscinetto. L’aria infetta supera un’estensione di oltre 5.000 chilometri quadrati e comprende circa 3.000.000 di ulivi. Una risalente inchiesta del Corriere della Sera – ha ricordato l’Avv. Quinto – ha rilevato che la xylella viaggia alla velocità di 30 chilometri all’anno. I conti sono presto fatti, tenendo conto che sino al 2017 la xylella aveva percorso circa 120 chilometri in 4 anni.

 

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