Affitti, altra bestia nera: in difficoltà universitari, inquilini, artigiani e commercianti

SALENTO- Ci hanno provato in vari modi: interventi dei sindacati degli studenti e degli inquilini e petizioni online, come quella che a Bologna – città tra le più gettonate dagli universitari salentini – ha raccolto oltre 63mila firme già a fine marzo. Invece nulla. Nella gran parte dei casi gli affitti degli alloggi per gli studenti si continuano a pagare per intero, nonostante quelle abitazioni siano sostanzialmente vuote quasi dappertutto. È un problema che riguarda migliaia di famiglie salentine i cui figli frequentano gli atenei delle città del centro-nord, in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana e Lazio soprattutto. Ed è una questione che riguarda anche migliaia di fuori sede che hanno preso in affitto abitazioni a Lecce città.

In questi giorni, i telefoni dei sindacati del settore sono bollenti: a chiamare sono gli universitari, ma anche e soprattutto i proprietari, che spesso vogliono venire incontro agli inquilini, che hanno contratti transitori fino a luglio o settembre. Ma anche per loro la situazione è complicata, per vari motivi: nella gran parte dei casi, i contratti sono unici con più studenti, alcuni dei quali continuano a pagare e altri no; non è stata prevista alcuna detassazione per chi sospende o riduce i canoni; inoltre, c’è anche la difficoltà burocratica di rinegoziarli, procedura per la quale bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. Risultato: molti ci rinunciano.

L’Udu ha già chiesto, assieme al Sunia, a livello nazionale, di rimpinguare il Fondo di sostegno all’affitto, accorpandolo con quello per le morosità incolpevoli; a livello locale, è stato chiesto alla Regione di individuare una dotazione straordinaria per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione per studenti universitari, cercando di replicare ciò che in Campania, Lazio e Toscana è stato ottenuto.

Per Salvatore Zermo, Uniat, non ci sono dubbi: “Gli affitti vanno bloccati visto che gli studenti sono stati obbligati a non frequentare. Avremo a breve un incontro con gli affittuari – spiega – per cercare di capire quale soluzione trovare perché la situazione non è imputabile né all’inquilino  né al proprietario. È necessario che subentrino il governo, la Regione e i Comuni, per noi Lecce e Monteroni”. Le soluzioni sul tavolo vanno nella direzione di congelare una parte dell’Imu o di concedere contributi ai proprietari per coprire la quota da cui vengono esonerati gli studenti.

Serve, dunque, un intervento legislativo. E non solo per la situazione studentesca. “La questione è gravissima –dice Alessandro Monosi, Sicet Cisl – anche per affitti di locali commerciali e artigianali, ma mentre per i primi è stata introdotta la detassazione del 60 per cento, per i secondi nulla. C’è disparità di trattamento. Le difficoltà si registrano anche per i normali inquilini delle abitazioni. E’ vero che sono sospesi gli sfratti fino al 30 giugno, ma non esiste legge che dia il diritto a non corrispondere le  mensilità, se non c’è un accordo – difficile – tra le parti. In più, si profila un’ingiustizia nel futuro prossimo. È stato sì incrementato il fondo per il sostegno agli affitti della Regione, ma finora sono stati esclusi dal beneficio sia gli inquilini degli alloggi sociali sia chi svolge un lavoro autonomo. Bisognerà ora far accedere tutti e sburocratizzare le domande: un venditore ambulante autonomo, oggi costretto a non lavorare, ad esempio, ne resta escluso”.

I bandi comunali, per questo che al momento è l’unico strumento di sostegno per gli inquilini, sono previsti in autunno. E nel frattempo, però, tutti devono continuare a pagare.

 

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